Doppiopesismo alla italiana: promossi gli alunni che hanno sparato alla prof, diverso finale ad Abbiategrasso

I due alunni minorenni che lo scorso ottobre avevano colpito un insegnante in classe con dei pallini sparati tramite una pistola ad aria compressa, fatto ripreso con uno smartphone e diffuso successivamente in rete, sarebbero stati promossi, e per di più con un nove in condotta.

La promozione con nove in condotta

Gli studenti che erano stati coinvolti in un caso di bullismo nella scuola Viola Marchesini di Rovigo sono stati promossi con un nove in condotta, e una media dell’otto. E questo nonostante i due ragazzi fossero coinvolti nell’episodio del ferimento della docente Maria Cristina Finatti, risalente all’ottobre scorso. I due infatti, su cinque minori, sono maggiormente coinvolti nell’accaduto, perché uno di loro ha sparato dei pallini all’insegnate, rischiando di farle perdere un occhio, e l’altro compagno ha nel frattempo filmato il gesto, per poi divulgarlo sui social e rendendolo addirittura virale. La professoressa ha presentato una querela contro i responsabili. Inoltre, ha scritto una lettera alla Commissione scuola del Parlamento, sollecitando una punizione più severa per gli studenti coinvolti.

La vicenda

L’avvocato di uno dei due ragazzi, Nicola Bergamin, ha dichiarato al Corriere della sera che l’alunno gode di un eccellente rendimento scolastico e che l’episodio di bullismo non avrebbe dovuto influenzare la decisione del consiglio di classe. Secondo l’agenzia di stampa Ansa, gli avvocati dell’insegnante, Tosca Sambinello e di Nicola Rubiero, sono in attesa di visionare la documentazione relativa al percorso scolastico dei ragazzi ed hanno affermato: “Quando riceveremo conferma ufficiale della promozione e delle presunte mancate sospensioni, saremo pronti a informare immediatamente il ministro Valditara sulla situazione”.

L’episodio di bullismo ad Abbiategrasso

Un altro caso di bullismo contro una docente si è verificato ad Abbiategrasso, quando lo scorso 29 maggio un sedicenne ha accoltellato la propria insegnante di italiano, Elisabetta Condò. In questo caso però i provvedimenti sono stati molto più severi, e il ragazzo è stato espulso, e quindi escluso dallo scrutinio di fine anno scolastico. La decisione è stata presa all’unanimità dal consiglio d’istituto, ma la famiglia del ragazzo – attualmente rinchiuso nel carcere minorile Beccaria – ha annunciato che presenterà ricorso in quanto, secondo il legale, il rendimento scolastico dell’alunno era buono. Il preside dell’istituto, Michele Raffaeli, aveva spiegato nei giorni a ridosso dell’aggressione che il regolamento dell’istituto prevedeva l’allontanamento dalla scuola, a seguito di reati perseguibili per legge. Ma se l’atto di espulsione era prevedibile, non era detto che lo fosse anche la bocciatura, che però alla fine è arrivata. Cristina Costarelli, presidente dell’Associazione nazionale presidi Lazio, si dice d’accordo “con la decisione del Consiglio d’Istituto perché un atto talmente grave non poteva che avere come conseguenza, come sanzione la più grave, quella della bocciatura come prevista dalla normativa”.

I due casi a confronto

Ivana Barbacci, segretaria generale Cisl Scuola, si è espressa così in merito alla vicenda di Abbiategrasso: “Credo che il fatto accaduto sia di una gravità e di una violenza inaudita e che quindi merita che sia affrontato anche con regole forti, significative e che non venga derubricato come una ragazzata ne venga sottovalutato dal punto di vista del disagio che a questo sottende […] Proprio perché le istituzioni sono tali nel momento in cui si danno delle regole, mi sentirei di dire ‘rispettiamole e facciamole rispettare queste regole”. Una conseguenza, la bocciatura, assolutamente giustificata e anzi necessaria dunque. Non si capisce dunque, come sia possibile che ai due ragazzi di Rovigo non sia stato riservato lo stesso trattamento. “Abbiamo sentito la professoressa Finatti e si è detta delusissima per le promozioni visto quanto accaduto a inizio anno – spiega l’avvocato Tosca Sambinello – è rimasta inoltre mortificata del fatto che alla scuola di Abbiategrasso sia stato bocciato l’alunno che accoltellò una professoressa mentre a Rovigo tutto è filato liscio come nulla fosse. Due pesi e due misure, ma i princìpi e i valori della scuola, si è chiesta la nostra cliente, non dovrebbero essere sempre gli stessi? Per lei, dopo le percosse subite, è una sberla morale”