Continua l’inchiesta di Domani sulla maxi-plusvalenza realizzata dal compagno della Santanché, Dimitri Kunz, e dalla moglie di La Russa, Laura De Cicco, sulla villa a Forte dei Marmi: l’immobile, comprato a 2.45 milioni, è stato rivenduto nel giro di un’ora a ben un milione in più. Perché dunque, nel luglio del 2022, Dimitri Kunz si è lanciato nell’acquisto di un immobile così costoso, quando proprio in quel periodo l’azienda di cui era presidente rischiava il fallimento?
La vicenda
A Forte dei Marmi c’era chi temeva il crollo del mercato immobiliare. In realtà il business è ancora perfettamente in vita, e lo dicono le statistiche: si è verificato, negli ultimi 12 mesi, un netto aumento delle compravendite. Ma per chi avesse ancora dei dubbi è arrivata la notizia, svelata da Domani, di un incredibile affare realizzato da Dimitri Kunz, fidanzato di Daniela Santanchè, e Laura De Cicco, moglie del presidente del Senato, Ignazio La Russa.
I due soci hanno infatti comprato una villa per 2,45 milioni di euro, per poi rivenderla subito dopo a 3,45 milioni. Un milione di plusvalenza, a cui vanno detratti circa 250 mila euro di imposte, guadagnati con un’operazione decisamente rapida. La notizia del sorprendente affare è arrivata mentre Santanchè è costretta difendersi dalle accuse di mal gestione delle sue aziende, affiancata in più di un’occasione proprio da La Russa. Le due famiglie infatti, sono spesso unite anche negli affari.
Al 20 luglio dell’anno scorso, risale il contratto preliminare tra il compagno della ministra, affiancato dalla moglie di La Russa, e dall’altra il sociologo Francesco Alberoni, 93 anni. Nulla di strano, se non fosse che in quegli stessi giorni Kunz vedeva avvicinarsi, a causa dei debiti, il fallimento di Visibilia editore, di cui era stato nominato presidente e amministratore delegato alla fine del 2021, dopo l’uscita di scena della Santanché. Era anche arrivata la denuncia di “gravi irregolarità” da parte dei soci In altre parole, Kunz e la compagna erano impegnati in importanti spese per salvare le aziende di famiglia, ma si impegnano comunque in un affare immobiliare dagli esiti incerti.
La vendita a un ora di distanza
A questo punto però la storia prende una svolta improvvisa. Tempo tre mesi e spunta all’orizzonte Antonio Rapisarda, l’imprenditore che, come ha detto a Domani, conosce da una vita Kunz e ha rapporti anche con i La Russa. A tempo di record viene quindi stipulato un nuovo contratto preliminare, questa volta per vendere la villa al nuovo pretendente. Rapisarda è sorprendentemente pronto a sborsare un milione in più. Anche la vicenda Visibilia si sblocca. Santanchè è costretta a fare cassa in gran fretta, mettendo in garanzia dei pagamenti ai debitori anche la sua casa milanese, valutata sei milioni. Anche Kunz, fa il pieno di denaro fresco. Il 12 di gennaio i due contratti, l’acquisto e la successiva vendita, vengono firmati a distanza di un’ora uno dall’altro
Stando ai documenti, infatti, l’acquisto e la rivendita sono avvenuti a soli 58 minuti di distanza uno dall’altro, tra le 9.20 e le 10.18 del 12 gennaio scorso. “Il mercato a Forte va così”, si è giustificato, interpellato sempre da Domani, Antonio Rapisarda. Ma di fronte a un guadagno del 40 per cento nell’arco di un’ora, si fa comunque fatica a credere che sia una normale dinamica di mercato. Fatta la premessa che dalle carte consultate da Domani effettivamente non emerge nulla che faccia pensare a irregolarità, conviene indagare più a fondo per capire se davvero, come ha ipotizzato Sandro Ruotolo, responsabile informazione del Pd, l’affare milionario sarebbe una sorta di recupero credito avvenuto mentre le aziende del gruppo Visibilia affondavano nei debiti.
I documenti lasciano supporre che la plusvalenza è stata spartita a metà tra il compagno di Santanchè e la signora La Russa. Mezzo milione ciascuno, al lordo delle tasse. Mentre creditori e dipendenti di Visibilia potrebbero dover attendere ancora anni, prima di ricevere il dovuto.