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ORA ATTUALE

La Spagna è in fermento: domenica infatti, si voterà per il rinnovo del parlamento, e i partiti si fanno la guerra per raggiungere la maggioranza assoluta di 176 seggi, altrimenti infatti, si rischierebbe lo stallo. Il partito popolare, guidato da Feijòo, spera di governare ancora senza avere la necessità di allearsi con i neo-franchisti di Vox, ai quali peraltro, non ha fatto piacere la proposta (rifiutata)  dei popolari ai socialisti per un patto di neutralità, che consenta alla lista più votata di governare “senza doversi alleare con gli estremisti”. Ci troviamo all’ultima settimana di passione e promesse, di comizi roventi e anche colpi bassi: è sbucata fuori, proprio in questi giorni, una foto nel 1995, in cui Fiejòo si trova a bordo dello yacht di un narcotrafficante galiziano.

Elezioni spagnole: la fase finale

La campagna elettorale s’avvia alla fase finale: domenica si voterà per rinnovare le Cortes e, se le previsioni saranno confermate, per un radicale cambio di governo. Tutti i sondaggisti danno infatti il Partito popolare (Pp) di Alberto Nuñez Feijóo in netto vantaggio sul Psoe, ma senza la matematica certezza di conquistare comunque la maggioranza assoluta di 176 seggi. Un traguardo che forse, sarebbe raggiungibile in alleanza con l’estrema destra di Vox, guidata da Santiago Abascal, che però avrebbe perso qualche punto percentuale e ora duella per il terzo posto con Sumar, la coalizione rosso-verde della ministra del Lavoro Yolanda Díaz. Lo stallo politico post-voto, che avvenne nel 2019, questa volta è un’ipotesi improbabile ma non impossibile e in tale scenario tornerebbero protagonisti i partiti regionali, baschi e catalani in testa.

Lo scontro dei candidati

Ora più che mai contano le parole e i proclami dei candidati che si sbizzarriscono in proposte decisamente originali, dal taglio dell’Iva per i parrucchieri (Feijóo) al congedo per i neo-papà fino a 20 settimane (Sánchez), dai 20.000 euro ai neo-diciottenni (Díaz) al pugno duro contro i separatisti catalani (Abascal, che preannuncia “tensioni peggiori a quelle del 2017” se dovesse andare al governo). La parola chiave di questa campagna, però, resta il sanchismo: per i suoi avversari infatti, il capo del governo rappresenta e incarna tutti i difetti di un politico “narcisista, bugiardo e attaccato al potere”. Stasera i candidati si sfideranno in uno scontro televisivo a tre, con la clamorosa assenza proprio del leader del Pp. Sánchez insegue l’improbabile rimonta; Díaz attaccherà i neo-franchisti; Abascal sarà solo a difendere il fronte conservatore.

Nonostante abbiano cominciato a governare insieme a livello locale, Pp e Vox oggi sembrano più rivali che alleati. Abascal, ha anche annunciato che dopo le elezioni potrebbero esserci difficoltà. A Vox infatti, non è piaciuta la proposta del Pp al Psoe (rifiutata) per un patto di neutralità. Non è esclusa la paralisi, come sta avvenendo nella regione di Murcia, dove Vox pretende di entrare nel governo, forte del 18% di voti, ma al Pp servono solo due seggi in più e per ora non cede.

Il mite Feijóo peraltro, che fino a questo momento non aveva sbagliato una mossa, da qualche giorno è vittima di attacchi per la diffusione si alcuni scatti: in particolare un’immagine del 1995 che lo ritrae a bordo dello yacht di un narcotrafficante galiziano. Quando fu pubblicata per la prima volta, dieci anni fa, Feijóo si giustificò dicendo che conosceva appena Marcial Dorado, ma adesso il dubbio riemerge.