Un’opera avanguardista, che tocca per la prima volta un tema mai scoperto e affrontato prima d’ora: lo stupro visivo.
Ci troviamo immersi in una società in cui la cultura dello stupro è alla base delle interazioni sociali. Un tessuto in cui ogni tipo di input esterno, che riceviamo dalla nostra nascita, giustifica, se non incita a, la violenza e gli abusi sulle donne.
In questo tipo di dinamiche, ogni comportamento e attitudine può essere strumentalizzato per sminuire, attaccare e sessualizzare la figura femminile, ed è proprio in quest’ottica critica che si iscrive l’incredibile saggio “Il sesso negli occhi”, di Arianne Guion.
Il libro è stato pubblicato dalla casa editrice Bré a giugno 2025, e apre una discussione mai toccata finora. Guion, infatti, è la prima a parlare di quello che definisce “stupro visivo”, un insieme di pratiche e atteggiamenti maschili che mettono in atto queste aggressioni attraverso lo sguardo: senza la violenza fisica, ma non per questo meno dannose.
In dieci capitoli allusivamente chiamati “penetrazioni”, il saggio pionieristico affronta temi che toccano la letteratura, la filosofia, il cinema, per smontare e analizzare in maniera scientifica il modo in cui lo sguardo maschile si incrocia con la sessualità, il potere e la soggettività individuale.
Tra i vari protagonisti, su cui si basa la visione dell’intera opera, abbiamo ad esempio la filosofa statunitense Camille Paglia, nota per i suoi studi sul femminismo e il liberalismo, con una forte condanna alla cultura contemporanea; ma anche la saggista Rebecca Solnit, che fonda i suoi scritti sull’analisi della sopraffazione maschile sulla voce femminile.
Il centro di questo libro però sono proprio le testimonianze delle donne che hanno raccontato la loro storia a Guion: un’importante atto di fiducia, che l’autrice ringrazia calorosamente su Instagram nel post di presentazione del libro.
Un ringraziamento è andato anche al Dott. Vincenzo Cocivera, Professore di filosofia morale contemporanea presso l’Università Cattolica, capo redattore di Design Tellers, e accompagnatore nella stesura di questo incredibile saggio.
Il contributo di Marlè Magazine
Nel suo libro debutto, l’autrice ci sorprende con una scrittura provocatoria, a metà tra la quella giornalistica, in cui è specializzata, e quella narrativa: lo scopo è togliere il lettore da una posizione comoda, metterlo volontariamente a disagio, faccia a faccia con la realtà.
Guion analizza il simbolismo dello stupro visivo con la lucidità e la precisione chirurgica di una persona che sa esattamente di cosa sta parlando.
Non è infatti la prima volta che tratta questi argomenti: l’autrice è anche capo redattrice della rivista da lei fondata, Marlè Magine, un periodico indipendente semestrale che affronta argomenti come moda, sessuologia, psicologia e sociologia.
Si tratta di un progetto nato attorno al 2022, con lo scopo di creare uno spazio sicuro, in cui la figura della “Marlè“, una donna matura, una sorta di “nonna ideale“, ci accompagna attraverso i contenuti del magazine, scritti con la collaborazione di esperti nei diversi campi affrontati.
In ” Il sesso negli occhi” è possibile dunque riscontrare tutti questi anni di lavoro e analisi dedicati alla rivista, che trovano luce in un’opera avanguardista che illumina l’ennesimo tassello della millenaria cultura patriarcale, con cui ancora siamo costretti a interfacciarci.