“Opera for all” è l’iniziativa più recente del neo-eletto sindaco di New York Zohran Mamdani: si tratta di una nuova iniziativa realizzata insieme al Metropolitan Opera che prevede la distribuzione di 70mila biglietti gratuiti nel corso della stagione 2026-27.
L’obiettivo dichiarato è permettere anche a chi non ha mai assistito a uno spettacolo del Met di entrare in uno dei più importanti teatri d’opera degli Stati Uniti al Lincoln Center nell’Upper West Side.
Mamdani aveva già lanciato un’iniziativa simile, distribuendo più di duemila biglietti gratuiti per Broadway, destinandoli a studenti delle scuole superiori in modalità randomica, grazie ad una lotteria.
“Opera for all” funziona praticamente con la medesimo modalità. I 70mila biglietti non saranno semplicemente distribuiti senza criteri: il Metropolitan Opera metterà a disposizione 10mila biglietti al mese, attraverso una lotteria.
Potranno partecipare i residenti di New York che non hanno acquistato un biglietto del Met dal 2019. Non è quindi previsto un requisito legato al reddito, il criterio principale è quello di raggiungere persone che non frequentano abitualmente il teatro.
I biglietti saranno disponibili per diverse sezioni della sala, mentre saranno esclusi i posti in piedi. L’iniziativa sarà promossa anche attraverso scuole pubbliche, biblioteche, CUNY, NYCHA e servizi sociali cittadini.
L’iniziativa riguarda la programmazione della stagione 2026-27 del Metropolitan Opera. Tra gli spettacoli citati nell’annuncio ci sono Macbeth, Lincoln in the Bardo e La Bohème di Giacomo Puccini.
L’obiettivo quindi è proprio quello di avvicinare queste opere classiche che fin dalla loro nascita sono state relegate ad un pubblico d’èlite, al resto della popolazione, portando nuovi spettatori all’interno di una delle istituzioni più culturalmente significativa degli Stati Uniti.
Opera for all, le reazioni dell’opposizione al progetto
I giornali conservatori, ma anche il New York Times, hanno definito questa iniziativa l’ennesima mossa “populista” del sindaco, che dalla sua elezione ha affrontato spesso critiche per le sue azioni rivolte principalmente all’appoggio popolare e non aristocratico.
Nel presentare il progetto, Mamdani ha sostenuto che l’accesso alla cultura non dovrebbe dipendere dalla disponibilità economica.
«L’arte non dovrebbe essere riservata a chi può permettersela», è il principio espresso dal sindaco nell’annuncio dell’iniziativa. Mamdani ha inoltre richiamato la storia dell’accessibilità dell’opera a New York, citando Fiorello La Guardia e la sua idea di una “people’s opera”.
Il riferimento non è casuale: negli anni Quaranta La Guardia sostenne infatti iniziative finalizzate a portare l’opera a un pubblico più ampio, con prezzi dei biglietti particolarmente contenuti, per far si che la cultura non divenisse solo un piacere elitario, ma comunitario.
In realtà gli stessi vertici del MET hanno accolto molto bene la proposta del sindaco.
Gustavo Dudamel, nuovo direttore musicale e artistico della New York Philharmonic, ha ricevuto una chiamata da Mamdani poco prima di salire sul palco, parlando con il sindaco principalmente di temi di istruzione. DA qui la conferma dell’accordo con il MET e dell’avvio effettivo dell’iniziativa.
Il direttore generale Peter Gelb ha sottolineato il ruolo dell’istituzione nella vita culturale di New York, presentando l’iniziativa come un ulteriore modo per avvicinare il teatro a nuovi pubblici.
Lo stesso 24 settembre il teatro ha annunciato una campagna di raccolta fondi da 1,5 miliardi di dollari destinata a sostenere il futuro dell’istituzione. Secondo il MET, il teatro ha un budget operativo annuale di circa 340 milioni di dollari e circa 3 mila dipendenti.
La distribuzione dei biglietti gratuiti si inserisce quindi in un quadro più ampio: da una parte l’esigenza di ampliare il pubblico, dall’altra quella di garantire la sostenibilità economica di una delle principali istituzioni culturali della città.
Populismo o svolta?
Il progetto di Mamdani si inserisce in un crocevia importante, quello di far sì che la cultura, l’istruzione, lo svago, non siano più un qualcosa destinato ad un consumo elitario, ma di massa.
Come accadde in Italia con il Piccolo di Milano e le vicende legate a Paolo Grassi e alla sua volontà di un teatro comunitario, la necessità di un teatro “per tutti” ancora oggi rimane un tema molto dibattuto.
La cultura costa, l’istruzione e i lavori nelle arti risultano sempre più instabili e precari.
Ed è proprio qui che si inserisce l’idea del neo-sindaco di New York: diminuire il divario tra la popolazione ricca e quella medio-bassa, permettendo a chiunque, indipendentemente dal proprio backround economico e sociale, di poter godere di ciò che le arti hanno da offrire.
Il Met ha inoltre dichiarato l’intenzione di proseguire Opera for All anche nelle prossime stagioni.
