Diritti delle donne nel mondo: i tristi risultati | La parità di genere paese per paese

Attualmente vi sono più di 8 miliardi di persone che abitano il nostro Pianeta.

Le Nazioni Unite stimano che a fronte di circa 3 miliardi e 800 milioni di uomini vi siano 3 miliardi e 700 milioni di donne. Approssimativamente, 107 sono i ragazzi nati a fronte di 100 ragazze. Dunque secondo una prospettiva globale ci sono più uomini che donne, nonostante l’equilibrio cambi notevolmente in base alla posizione geografica e al fattore demografico preso in esame.

Ma concentriamoci su questi dati.
Una quasi parità numerica riscontrabile tra maschi e femmine. 

Eppure si può parlare della stessa parità quando ci si sposta sul fronte dei diritti?

Secondo l’istituto della World Bank – la Banca che si occupa di analizzare l’andamento delle varie situazioni economico-sociali nel Mondo – in solamente 10 paesi in totale viene rilevata una completa offerta di diritti a cui le donne possono aver accesso.
Tutti situati nel solo emisfero Settentrionale. Questi dati sono stati raccolti utilizzando alcune variabili cardine – quali ad esempio la mobilità, il salario lavorativo, le tutele legali per matrimonio e maternità, l’emancipazione – come bussola nella ricerca effettuata.

Analizziamo dunque lo scenario che ci si propone nella realtà di tutti i giorni, seppur spesso non ne abbiamo piena consapevolezza.

I diritti delle donne paese per paese

Diritti Donne

Il grafico soprastante è il risultato di un lavoro di ricerca attuato dall’istituto Visual Capitalist, un collettivo guidato da Bruno Venditti che – adiuvato dal graphic designer Bhabna Banerjee – ha raccolto i dati del Women, Business and Law 2021 in una mappa di facile lettura.

Come si può vedere vengono classificati i Paesi ritenuti maggiormente avanzati per le possibilità fornite al collettivo femminile secondo alcuni indicatori cardine.

I punteggi vanno da un minimo di 0 – ovvero totale disparità di genere – ad un massimo di 100 – dove le donne sono trattate nella stessa maniera e con gli stessi diritti presentati dagli uomini.

Partendo dai dati incoraggianti, 10 paesi offrono una totale uguaglianza di diritti uomo-donna: tra questi vediamo Belgio, Canada, Danimarca, Francia, Islanda, Irlanda, Lettonia, Lussemburgo, Portogallo e Svezia.

Al contrario, i risultati più bassi vengono registrati in 20 nazioni nel mondo – il doppio rispetto al precedente – 10 dei quali non raggiungono neppure il 50%.

La Cisgiordania e la striscia di Gaza – territori medio-orientali della regione palestinese – si piazzano all’ultimo posto con un 26,3%. 
(Di certo la legge secondo cui una donna debba necessitare la custodia di un uomo anche solo per passeggiare per strada non aiuta ad aumentare la percentuale di equità!)

E poi ancora altri territori Medio-Orientali e Nord-Africani: Yemen (26,9%), Kuwait (28,8%), Sudan (29,4%), Qatar (29,4%), Iran (31,3%), Oman (35,6%), Siria (36,9%), Afghanistan (38,1%) e Guinea-Bissau (42,5%).

Percentuali estremamente distanti quelle che vengono rilevate da tale inchiesta.

Nello stesso momento in cui una donna in Islanda si trova a ricoprire la carica di Presidente della Repubblica, in Aghanistan una bambina si trova costretta a lottare per poter avere accesso alla scuola o ad un lavoro.

Nello stesso momento in cui in Lussemburgo una donna riceve il suo stipendio mensile al pari di quello di un collega uomo, una sua corrispettiva negli Emirati Arabi Uniti rischia di perdere il diritto ad un supporto finanziario a causa di un rifiuto ad avere un rapporto sessuale con il proprio marito.

Stesse donne. Parti distinte del globo.
Stessa situazione. Diversa giustizia.
Stessi diritti. Diverse opportunità.