Elly Schlein Segretaria PD: sappiamo davvero tutto dell’Anti-Meloni? | È laureata? Cos’ha studiato?

A seguito degli scrutini riguardanti le primarie per la segreteria del Partito Democratico avvenuti ieri domenica 26 febbraio, la vincitrice risulta essere Elly Schlein.

Raggiungendo il 53,8% delle preferenze a fronte del 46,2% ottenuto dal principale contendente, il governatore dell’Emilia Romagna Stefano Bonaccini. La candidata è riuscita a guadagnarsi le preferenze degli elettori a Roma, Milano, Napoli e Bologna, con un distacco sostanziale in ben 14 regioni.

“Ce l’abbiamo fatta, insieme abbiamo fatto una piccola grande rivoluzione, anche questa volta non ci hanno visto arrivare. Il popolo democratico è vivo e è pronto a rialzarsi, con un mandato chiaro a cambiare” – le sue prime dichiarazioni post-vittoria.

Ma cosa sappiamo della deputata della sinistra italiana?

La storia del nuovo volto del PD

Classe 1985, Elly Schlein è figlia di due accademici di Lugano, un comune della vicina Svizzera.
La madre italiana è stata la preside della facoltà di Giurisprudenza all’Università degli Studi dell’Insubria mentre il padre statunitense è professore di Scienze politiche nella sede bolognese della Johns Hopkins University.

La deputata ha studiato Giurisprudenza a Bologna – dopo l’insuccesso ottenuto nel precedente istituto, il Dams – e da sempre ha professato la sua vocazione per l’area democratica (basti ricordare la sua duplice campagna volontaria in territorio statunitense per sostenere il presidente Barack Obama). Di lì la sua vocazione per la comunicazione politica e la laurea con il massimo dei voti grazie alle tesi dulla criminalizzazione e sovrarappresentazione dei migranti in carcere, attraverso l’ausilio della giurisprudenza per i diritti dello straniero.

#OccupyPD è il nome della mobilitazione nazionale di protesta nata nel 2013 che la porterà alla ribalta contro i 101 franchi tiratori che affossarono la candidatura di Romano Prodi in occasione delle elezioni del Presidente della Repubblica.

Nel 2014 inizia il suo percorso politico rappresentato da un nuovo hashtag – #slowfoot – una campagna collettiva fatta a piedi, in mezzo alla gente, con la quale passo dopo passo riuscirà a raggiungere l’obiettivo di un nuovo futuro, sostenibile e aperto a tutti.

Viene eletta al Parlamento Europeo nel maggio 2014 e con 54.802 preferenze si occupa dei temi con i quali si era presentata in campagna elettorale: diritti, immigrazione, giustizia, conversione ecologica. Le sue idee visionarie e il suo impegno costante la portano ad ottenere il Mep Award nel 2017 come Candidata dell’anno sui temi dello sviluppo prima come Relatrice del parlamento sul contrasto ed evasione fiscale e poi sui nuovi Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile al 2030.

Da sempre in prima fila nel collettivo del Partito Democratico, si separa però momentaneamente dallo stesso in occasione della riforma della scuola e del JobsAct per le fratture insanabili con la presidenza Renzi. Con lei anche Giuseppe Civati e altri compagni che fonderanno Possibile, ufficialmente partito dal 2016.

Nel 2020 vince le elezioni regionali in Emilia-Romagna venendo eletta Vicepresidente e Assessora al contrasto alle diseguaglianze e transizione ecologica con un risultato di oltre 22.000 preferenze, merito anche il video diventato virale delle polemiche mosse a Matteo Salvini e al sostegno alle sardine.

Nel marzo 2021 lancia l’appello per la scalata alla presidenza del PD, vestendo i panni dell’anti-Meloni: “Sono una donna. Amo un’altra donna e non sono una madre, ma non per questo sono meno donna” dirà nel palco romano di Piazza del Popolo. Con lei il partito assume un nuovo volto, un fronte progressista che scardinando tutte le aspettative è riuscito nel ribaltone contro Stefano Bonaccini.

Ed ora tocca all’enfant prodige conferire una nuova forma alla sinistra italiana.