Multato per un minuto di ritardo, macchinista giapponese fa ricorso: l’incredibile storia

La puntualità giapponese è proverbiale, però quello che è successo a un macchinista della West Japan Railway ha dell’incredibile.

L’uomo ha subito una decurtazione del suo stipendio per aver portato a destinazione il suo treno con un minuto di ritardo a causa di un contrattempo, nel giugno 2020. Solo un minuto, un niente dal punto di vista di un qualsiasi pendolare italiano, che però è costato al dipendente 56 yen (43 centesimi di euro).

Il ferroviere, tuttavia, non ha accettato la sanzione e ha fatto ricorso. Secondo quanto riporta AGI, l’uomo ha chiesto alla sua compagnia un risarcimento di 2,2 milioni di yen, pari a circa 17mila euro. Una richiesta che il macchinista ha motivato sostenendo di aver subìto “danni psicologici” dalla West Japan Railway.

In Giappone, il ritardo è considerato una vergogna. Ciò, come dimostra questa vicenda, si traduce in forti pressioni esercitate sui ferrovieri perché mantengano una puntualità assoluta. In quest’ottica, anche un minuto di differenza rispetto all’orario previsto è inaccettabile.

Insomma, niente a che vedere con la realtà delle ferrovie italiane. Nel Belpaese, infatti, i treni spesso accumulano ritardi ben superiori al minuto contestato allo sventurato macchinista giapponese. Il sito Noi Pendolari, che raccoglie statistiche su alcuni treni italiani, segnala infatti ritardi astronomici. Nel mese corrente, ad esempio, il treno che ha accumulato più ritardo è il numero 9744, arrivato a destinazione 1352 minuti dopo. Sul secondo gradino di questo podio poco lusinghiero c’è il treno 9702, con i suoi 1094 minuti di ritardo.