assalto a Capitol HIll

Era il 6 gennaio 2021 quando il mondo vide un uomo con due grosse corna di bufalo in testa irrompere nel Congresso degli Stati Uniti. Dieci mesi dopo, quell’uomo, lo “Sciamano”, è stato connato a 41 mesi di carcere. Lo ha stabilito il tribunale di Washington, un paio di giorni fa, optando per una pena più lieve rispetto a quella chiesta dall’accusa.

L’assalto a Capitol Hill e QAnon, idee e azioni dello “Sciamano”

Al secolo Jacob Chansley, 34enne di Phoenix (Arizona), l’autoproclamatosi “Sciamano” è un convinto sostenitore di Donald Trump e delle teorie complottiste di QAnon. O forse “era”, perché il suo avvocato sostiene che abbia mutato, almeno in parte, le sue idee in questi mesi.

In ogni caso, il 6 gennaio lo Sciamano era in piazza, insieme a migliaia di persone, per protestare contro l’elezione di Joe Biden, che una parte dell’elettorato trumpiano credeva truccata. Dopodiché, Chansley aveva guidato insieme ad altri l’irruzione nelle sedi del Parlamento americano, nota come “l’assalto di Capitol Hill”.

Una entrato nel Congresso, lo Sciamano si era seduto al posto del vicepresidente Mike Pence, lasciando un biglietto sulla sua scrivania: “E’ solo questione di tempo, la giustizia sta arrivando!”.

L’accusa aveva chiesto per lui 51 mesi di galera, ma la sentenza ne ha confermati solo 41, cioè 10 in meno. Questa condanna, secondo il pm Kimberly Paschall, sarà comunque sufficiente a scoraggiare nuovi attacchi alla democrazia americana.

Non solo lo Sciamano, 8 mesi a un altro partecipante

Lo Sciamano non è l’unico a dover pagare le conseguenze dell’assalto al Congresso. Anche altri partecipanti, infatti, stanno ricevendo in queste settimane sentenze di condanna. Paul Alan Hodgkins, 38enne originario della Florida che era entrato nel Congresso con una bandiera che inneggiava a Trump, ad esempio, dovrà scontare 8 mesi di carcere. La pena iniziale era ben più alta – 18 mesi – ma è stata ridotta dopo le scuse dell’imputato, secondo quanto riporta Euronews.

Hodgkins ha cercato di ridurre le sue azioni a “una protesta” degenerata, ma il giudice Randolph Moss ha rigettato questa versione dei fatti: “Non era assolutamente una protesta. Era un assalto alla democrazia. Lascerà su di noi e sul Paese una macchia negli anni a venire” (Euronews).