Esteri

McDonald’s, PepsiCo, Coca-Cola e Starbucks chiudono i loro punti vendita in Russia: cosa sta succedendo?

La catena di fast-food McDonald’s ha annunciato la chiusura temporanea degli 850 ristoranti presenti sul territorio russo in seguito all’invasione dell’Ucraina da parte della Russia.

La scelta è il riflesso di un pressing eseguito dagli utenti sui social che ha quasi indotto i clienti al boicottaggio.

L’hashtag #BoycottMcDonalds era infatti schizzato in tendenza su Twitter durante lo scorso week end.

A differenza di altri fast food in Russia che sono di proprietà di franchisee – tra cui KFC, Pizza Hut e Burger King -, McDonald’s possiede l’84% delle sue sedi russe; il colosso americano ha però dichiarato che nonostante la chiusura dei punti vendita:“proseguirà a pagare i suoi 62.000 dipendenti, che hanno dato anima e corpo per il nostro marchio”.

Anche la famosissima catena di caffè statunitense Starbucks ha annunciato che procederà con la chiusura dei 130 punti vendita presenti nel paese, in un comunicato la società ha infatti dichiarato: “da Martedì la Starbucks Co sospenderà tutte le attività commerciali in Russia, compresa la spedizione dei suoi prodotti e dei caffè gestiti da licenziatario”.

Interruzione delle vendite anche per Coca-Cola e Pepsi

“I nostri cuori sono vicini alle persone che stanno subendo gli effetti inconcepibili di questi  tragici eventi in Ucraina” ha comunicato anche la multinazionale Coca-Cola, che ha poi confermato la temporanea sospensione delle sue attività in Russia, aggiungendo:”continueremo a monitorare e valutare la situazione man mano che le  circostanze si evolvono”.

Infine PepsiCo ha dichiarato che continuerà a vendere in Russia prodotti essenziali e quotidiani, come latte e altri prodotti lattiero-caseari, latte artificiale e alimenti per l’infanzia, ma non la famosa bevanda.

Un altro grosso colpo per l’economia russa, McDonald’s, PepsiCo, Coca-Cola e Starbucks si aggiungono di fatto al folto gruppo composto da grandi marchi europei ed americani che hanno annunciato di lasciare il paese, sospedere temporaneamente le attività, smettere di investire in seguito all’invasione russa dell’Ucraina.

 

Manuela Ronchi

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