Scopriamo insieme quali sono stati i referendum più rilevanti in cui gli italiani sono stati chiamati a votare per cambiare il loro Paese.
Come sappiamo tutti, tra pochissimi giorni, il 22 e il 23 marzo, gli italiani saranno chiamati alle urne per votare sì o no al Referendum Giustizia. Si tratta di un Referendum Costituzionale Confermativo, il che significa che non c’è bisogno di raggiungere il quorum affinché il risultato sia valido. Il tema è la modifica che introduce la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri, due CSM separati, selezione dei componenti tramite sorteggio e una Alta Corte Disciplinare. Come ogni volta che si va alle urne, questo referendum ha fatto parlare di sé, e sono stati versati fiumi di inchiostro (e pixel) sia da coloro che appoggiano il sì che da coloro che supportano il no. Ma facciamo un passo indietro. Quali sono stati i referendum più discussi della storia del nostro Paese?
Facciamo prima un quadro generale. A partire dal 1946, ci sono stati 78 quesiti referendari: 72 abrogativi, 1 istituzionale, 1 consultivo e 4 costituzionali. Il più celebre della nostra storia è a mani basse quello del 2 giugno 1946: il popolo vota tra monarchia e repubblica. L’affluenza è altissima: l’89,08% degli aventi diritto vota e la repubblica vince con il 54,3% dei voti.
Il 12 e il 13 maggio 1974 si va alle urne per un referendum abrogativo: la protagonista è la legge Fortuna-Basilini del dicembre del 1970 attraverso la quale in Italia era stato introdotto il divorzio. Vince il no con quasi il 60% dei voti. Anche qui l’affluenza fu altissima: andò a votare l’87,7% degli italiani.
Il 17 e il 18 maggio 1981 si va al voto di nuovo, stavolta con cinque quesiti diversissimi tra loro:
Per tutti e cinque quesiti vince il no con una media dell’80% (solo l’ultimo quesito riceve solo il 68% dei voti negativi). I votanti sono poco meno dell’80% degli aventi diritto.
Nel 1989 ha luogo il primo e unico referendum consultivo della nostra storia. Si chiede al popolo se è d’accordo a conferire o meno un ipotetico mandato costituente al Parlamento europeo, i cui i rappresentanti italiani sarebbero stati eletti nello stesso momento. Il sì vince con quasi il 90%. Vota poco più dell’80% della popolazione.
Caso di vittoria eclatante nel referendum del 9 e 10 giugno del 1991. Si vota per ridurre da tre a uno i voti di preferenza nelle elezioni per la Camera dei deputati. Il sì vince al 95,6%, i votanti sono il 62,5% della popolazione
Nel 2001 c’è il primo referendum costituzionale dell’Italia repubblicana: gli italiani sono chiamati a modificare il titolo V della seconda parte della Costituzione che disciplina l’ordinamento delle autonomie territoriali, stabilendo che la Repubblica è costituita da Comuni, Province, Città metropolitane, Regioni e Stato.. Non è previsto il quorum e vince il sì con il 64,2%.
Nel 2011 si vota per:
In tutti i casi vince il sì; nello specifico, per il terzo punto il sì vince quasi al 95%. In totale i votanti sono meno del 60% degli aventi diritto.
Il 4 dicembre 2016 si vota la riforma Renzi-Boschi su “Disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del CNEL e la revisione del Titolo V della parte II della Costituzione”. Stavolta, il no vince quasi al 60% e vota quasi il 70% degli italiani.
Il 21 e 22 settembre del 2020, si vota un referendum costituzionale per la riduzione del numero dei parlamentari (mossa che include la modifica di tre articoli della Costituzione). L’affluenza supera appena il 50% e il sì vince con quasi il 70%.
Secondo YouTrend, su 19 referendum abrogativi, 10 non hanno raggiunto il quorum sufficiente a renderli validi. Questo picco in discesa riguarda principalmente gli ultimi vent’anni, in cui il popolo italiano, e soprattutto le nuove generazioni, si sentono più distanti dalla vita politica e sociale del Paese. Speriamo che il senso civico prevalga nelle prossime elezioni e che gli italiani ci sorprendano con un’affluenza elevata.
Secondo delle recenti ricerche, la cattiva qualità del sonno porterebbe ad essere più inclini a…
Ci sono oggetti che nascono per essere semplici accessori e altri che invece puntano a…
19 marzo, festa del papà: ma è davvero un evento felice per tutti i padri?…
Fedez ha deciso di schierarsi con la destra dopo essere stato per anni simpatizzante della…
Perché il film con Timothée Chalamet non ha vinto nemmeno un premio Oscar? Ecco perché…
E se le icone delle app che siamo abituati ad usare quotidianamente nascondessero dei richiami…