Curiosità

È vero che dormire male ci rende più propensi a credere ai complotti?

Secondo delle recenti ricerche, la cattiva qualità del sonno porterebbe ad essere più inclini a credere alle teorie complottiste.

Già gli Antichi sapevano che il sonno è un elemento fondamentale per la nostra salute psico-fisica. Ciò che però non sappiamo è quanto dormire bene sia fondamentale per delle funzioni molto specifiche del nostro cervello. Un team di psicologi dell’Università di Nottingham (UK), guidato dal professore associato Daniel Jolley, ha pubblicato sulla rivista scientifica Journal of Health Psychology delle ricerche che vi sorprenderanno. Dai risultati emerge che le persone con una qualità del sonno mediocre sono più predisposti a credere a teorie cospirazioniste. Ma vediamo meglio come si è svolta la ricerca.

Lo studio si è strutturato in due esperimenti. Nel primo, 540 volontari hanno compilato un questionario in cui si richiedeva loro di valutare la qualità del loro riposo. In seguito, è stato sottoposto loro un articolo riguardante l’incendio della cattedrale di Notre-Dame a Parigi. Ad alcuni è stata assegnata una versione che riportava gli eventi con oggettività e distacco. Ad altri, è stato dato un articolo di stampo cospirazionista, in cui venivano riportate delle teorie secondo le quali l’incendio della celebre cattedrale gotica non sarebbe stato accidentale bensì doloso, causato da gruppi segreti che agiscono nell’ombra. È emerso che gli individui con una qualità del sonno peggiore erano più propensi a credere nel complotto rispetto a coloro che invece dormivano bene.

Nel secondo esperimento, con 575 partecipanti, si sono esplorati meglio i meccanismi psicologici che fondano questo legame. I ricercatori hanno misurato livelli di ansia, stress e rabbia. Ne è risultato che sia la cattiva qualità del sonno che l’insonnia si manifestano in persone più inclini ad accettare teorie cospirazioniste; per non parlare del fatto che entrambi questi elementi possono portare alla depressione, o esserne la causa. A sua volta la depressione è acuita dalla credenza di vivere in un mondo non sicuro, alimentata dalle teorie di cui parlavamo. Si crea quindi un paradosso, un circolo vizioso del quale è difficile individuare il capo e la coda.

Come risolvere il problema?

Il dottor Jolley ha sottolineato come per risolvere tutti i problemi derivati sia di fondamentale importanza partire dalla causa, che è la qualità del sonno. Quando viene meno quella, il funzionamento cognitivo si riduce e il cervello è sottoposto a stress, paranoia, fatica, che aumentano la credibilità delle teorie cospirative. Non è stata però rilevata una relazione di causa-effetto tra la scarsità del sonno e le credenze cospirative. Ciò che è certo è che una buona qualità del sonno aumenta la possibilità di sviluppare un pensiero critico che scongiura l’adesione a queste tesi. Contrariamente all’insonnia, che viene trattata clinicamente, il dormire male viene sottovalutato e relegato a problema marginale.

Nel mondo di oggi invece, in cui siamo costantemente sovrastimolati da notizie contrastanti e manipolate, è necessario rimanere lucidi e coerenti con sé stessi e dare modo al cervello di elaborare le informazioni in maniera quanto più lucida possibile. Se per fare questo la soluzione è dormire bene, ci toccherà imparare a farlo.

Amalia Punziano

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