parata 9 maggio

Manca ormai meno di una settimana alla grande parata del 9 maggio, organizzata dal leader russo Vladimir Putin per celebrare il Den Pobedi, il giorno della vittoria sul nazismo in quella che i russi chiamano la Grande guerra patriottica (1940-1945). Già cominciate le prove nella Piazza Rossa di Mosca.

Si tratta di un evento particolarmente sentito in Russia e che fornisce al Cremlino l’occasione per compattare lo spirito patriottico e dimostrare al mondo la potenza delle sue forze armate.

Esibizioni acrobatiche e non solo

Secondo il programma diffuso dal Ministero della Difesa, vi sarà una esibizione acrobatica di MiG-29SMT, oltre che di bombardieri a lungo raggio Tu-22M3,  caccia Su-57, nonché elicotteri d’attacco e da trasporto. Dovrebbe sorvolare i cieli della Piazza Rossa anche il Ilyushin Il-80 (il corrispettivo dell’Air Force One statunitense), l’aereo presidenziale costato più di 500 milioni di dollari e dotato di ogni genere di comfort, lusso e sicurezza.
Sul fronte terrestre, invece, è prevista la sfilata di uomini e mezzi, in particolare carri armati e sistemi di difesa aerei, tutti strumenti utilizzati durante la guerra in Ucraina.
Per la prima volta da quando si tiene la parata, nessun ospite straniero è previsto: nemmeno il grande amico e alleato di Putin, Aleksandr Lukashenko.
Nel grande palco montato vicino al mausoleo di Lenin ci sarà dunque solo spazio per Putin, i veterani di guerra e i vertici dello stato.

“500 prigionieri ucraini costretti a sfilare per le vie di Mosca”

La denuncia arriva dalla ONG Gulagu.net, che segue la corruzione e i casi di tortura nelle carceri russe del dissidente Vladimir Osechkin. Il Cremlino starebbe valutando l’ipotesi di far sfilare, nel corso della parata del 9 maggio, 500 prigionieri ucraini, violando così (per l’ennesima volta) la Convenzione di Ginevra. Proprio in questa circostanza, secondo quanto riportato da analisti militari e fonti di intelligence internazionali, Putin potrebbe dichiarare la “guerra totale” in Ucraina e sferrare così l’offensiva decisiva a sud e a est del paese (che procede a rilento, grazie alla resistenza ucraina e alle armi fornite dall’Occidente).

Non resta che attendere il 9 maggio, nella speranza che termini presto l’escalation militare sul suolo ucraino.