salvini

Sabato mattina il leader della Lega, Matteo Salvini, aveva annunciato a Radio 1 la volontà di recarsi in Russia, per organizzare un incontro di pace con i membri del governo russo, al fine di far cessare la guerra in Ucraina.

“Si fa se serve, ci sono delle richieste che verranno messe sul tavolo, a me interessa che tornino a dialogare parti che si stanno sparando”, queste le parole di Salvini.

Le reazioni degli altri leader politici, ovviamente, non si sono fatte attendere: il segretario del PD Enrico Letta l’aveva definita una “azione strampalata” e sembra che lo stesso Draghi si sia infastidito non poco di queste dichiarazioni.

Secondo fonti interne a Palazzo Chigi, e riportate sia da Repubblica che dal Corriere, il Presidente del Consiglio considererebbe una visita di Salvini in Russia una “scorrettezza istituzionale”. Insomma, un passo falso (l’ennesimo, viene da dire) da parte del leader leghista, sempre più in crisi di consensi.

Lo stesso Salvini ha cercato poi di ridimensionare la portata delle sue dichiarazioni, affermando che si recherebbe in Russia non come rappresentante del Governo (e d’altronde, non ne avrebbe alcun titolo), ma come portatore del “sentimento della maggioranza degli italiani”.

I contorni di una vicenda ormai diventata un caso

Non è chiaro, peraltro, quando e se realmente Salvini si recherà in Russia; non è altrettanto chiaro cosa potrebbe realmente fare e chi potrebbe incontrare, ma ciò che è sicuro è che la sua “mossa” ha fatto storcere il naso a parecchie persone, inclusi anche membri dell’area moderata della Lega.

Numerose critiche sono arrivate infatti, oltre che da esponenti della maggioranza, dalla Chiesa cattolica – che Salvini aveva tirato in ballo in un ipotetico piano di pace – e anche da esponenti di spicco del suo partito.

Una situazione che assume, ogni giorno di più, i contorni della figuraccia per il leader leghista anche perché sembra che Salvini abbia coinvolto un personaggio alquanto “oscuro”: stiamo parlando di un ex parlamentare di Forza Italia, Antonio Capuano, che diversi quotidiani definiscono esplicitamente come una specie di faccendiere noto per essere vicino a regimi autoritari.

D’altronde, e non è certo una novità, è noto che la Lega e il partito di Putin “Russia Unita” siano da anni in stretto legame, e anche lo stesso Salvini ha espresso a più riprese ammirazione per lo Zar russo, al punto di “preferirlo” a Sergio Mattarella, come da lui stesso scritto in un tweet datato 2018.

In ogni caso, a prescindere dalle posizioni personali di Salvini, appare evidente come una sua – eventuale – visita in Russia non porterebbe alcun beneficio. Ad esprimersi in tal senso è anche il Ministro per lo sviluppo economico ed esponente dell’area moderata della Lega Giorgietti: “Bisogna muoversi di concerto con il governo: sono questioni di portata mondiale e quindi ciascuno deve dare il suo contributo ma all’interno di percorsi che sono molto molto complicati”.

Al momento non è chiaro se la visita in Russia sia annullata o solo temporaneamente sospesa. Ciò che è evidente è la spasmodica ricerca di consensi da parte del leader leghista, sempre più in picchiata nei sondaggi.