bandiera turca

D’ora in poi la Turchia verrà chiamata diversamente: a seguito di una richiesta formale avanzata da Ankara alle Nazioni Unite, lo stato non si chiamerà più “Turkey” ma “Türkiye”.

La richiesta si inserisce all’interno di un piano di rinnovamento del “brand” Turchia, elaborato dal Presidente turco Erdogan e lanciato a dicembre scorso.

Türkiye è la migliore rappresentazione ed espressione della cultura, della civiltà e dei valori del popolo turco”, ha detto proprio Erdogan.

In realtà il nome “Türkiye” non è del tutto nuovo: molti turchi conoscono il loro paese con questa denominazione, anche se nel corso degli anni la forma inglese “Turkey” si è diffusa maggiormente, anche all’interno della popolazione turca.

Questa operazione di “rebranding” coinvolge anche l’export turco e il turismo: a gennaio è stata lanciata una campagna promozionale per i turisti dal titolo “Hello Türkiye”.

Le reazioni sui social

La novità ha scatenato differenti reazioni sui canali social. Se da un lato esponenti dei vari governi internazionali supportano la decisione, c’è chi sostiene che questa mossa di Erdogan serve soltanto a distrarre l’opinione pubblica dalla crisi economica che imperversa in Turchia e creare consenso, in attesa delle elezioni del prossimo anno.

Peraltro, non è la prima volta che un paese cambia il suo nome: nel 2020 i Paesi Bassi (Netherlands) hanno cambiato il loro nome in Olanda (Holland). E prima, la Macedonia ha cambiato il suo nome in Nord Macedonia a causa di una disputa internazionale con la Grecia. I casi sono dunque numerosi.

I motivi che hanno portato al cambiamento

L’emittente statale TRT si è affrettata a promuovere il cambiamento di nome, non appena è stato annunciato l’anno scorso, spiegando che tra le ragioni del rebrand dell’immagine c’era l’associazione con l’uccello tradizionalmente associato a Natale, Capodanno o il giorno del Ringraziamento.

Ma era davvero così necessario? Onur Erem, giornalista turco della BBC spiega così la motivazione: “Il presidente Erdogan stava spingendo per questa mossa da anni, sostenendo che il paese sarebbe stato meglio rappresentato con il nome turco invece di condividere la stessa parola con un uccello”, ha detto.

“Turkey l’uccello è chiamato con un nome diverso in molte lingue, come “perù” in portoghese, mentre in turco è “Hindi”.
Molti utenti dei social media si riferiscono a questo fatto per indicare la mossa del governo turco come assurda, mentre altri concordano sul fatto che fosse un rebranding necessario”, ha concluso il giornalista.