Secondo il giornale scozzese The Scotsman, le truppe britanniche che combattono al fianco delle legioni straniere ucraine vengono usate come “carne da macello“.

Ben Aitkin, 18enne scozzese, racconta il tragico epilogo della guerra in Ucraina per lui e gli altri volontari.

Il ragazzo afferma che c’è una mancanza di organizzazione, addestramento ed equipaggiamento per coloro che decidono di combattere come volontari.

La testimonianza di Aitkin

Ben è il più giovane britannico ad essere andato in guerra contro la Russia. Ha parlato di ciò che ha visto e vissuto mentre era lì al notiziario “Channel 4 News“.

Il giovane ha raccontato di quanto fosse mancato poco che venisse coinvolto nel bombardamento a Lviv, dove decine di soldati stranieri sono morti.

Durante una guerra l’organizzazione la fiducia che riponi nei tuoi compagni è fondamentale. Aitkin afferma che non puoi fidarti che quelle persone si prendano cura di te mentre sei in guerra se è tutto un caos disorganizzato. I soldati sono molto male armati.

Il suo intento è quello di sconsigliare di offrirsi volontari se prima non si capisce che in realtà si è usati solo come carne da macello. Ci sono altre opzioni per aiutare quelle persone ad esempio donare o raccogliere fondi. Definisce che il morire senza senso non è da coraggiosi, ma da stupidi.

La  sua decisione di unirsi all’esercito ucraino arriva a marzo senza nessuna reale esperienza di combattimento. Aveva seguito solo l’addestramento base come cadetto militare. Prese un aereo per Cracovia (Polonia) e poi si unì alla Legione internazionale di volontari stranieri.

Da tre mesi di servizio sono passati a dire che avrebbe dovuto fare tre anni. Entro 24 ore sarebbe stato spedito a combattere a Donetsk, una delle peggiori zone di guerra. Gli fu presentata la Legione prima di andare lì, ma la descrizione non combaciava con la realtà.

Ore prima di raggiungere la base militare a Yavoriv, Ben decide di non combattere e di lavorare con una ONG per distribuire cibo e forniture nel paese. Il giorno dopo la base è stata colpita da 30 missili, uccidendo decine di volontari.

La conferma da parte di un ex ingegnere della Royal Navy

Uno stesso ex ingegnere della Royal Navy disse che c’era il caos più totale. Molti ragazzi che erano lì non avevano mai combattuto e non sono mai stati addestrati. Sembra quasi una sorta di “Call of Duty”, il videogioco di guerra,  ma con persone reali.

Lui stesso ha attraversato la base militare di Yavoriv appena 10 ore prima che venisse bombardata. Ha combattuto anche a Irpin dove a malapena erano forniti di caschi e munizioni. I combattimenti non potevano essere efficaci in questo modo.

L’ingegnere, di nome Curtis, racconta che usavano le radio dei supermercati. Questo permetteva facilmente ai russi di ascoltarli e rintracciarli. Secondo Curtis, molti dei centinaia di ragazzi volontari britannici se ne sono tornati a casa quando hanno visto che non è un gioco. Una ventina di loro, invece, potrebbe essere deceduta. Lo stesso Ministero degli Esteri non sa dare una risposta precisa sui numeri.

Channel 4 News ha contattato Aitkin e  altri volontari dopo essere stati definiti “mercenari stranieri” da un giornale filo-russo. A seguito dell’analisi della lista, molti di loro, tra cui Ben, non erano combattenti ma volontari e operatori umani.