Scoperta incredibile nel fiume Tigri, in Iraq, dove a causa della siccità è riemersa un’antica città di oltre tre mila anni fa. I resti risalgono all’Età del bronzo e sono rimasti sommersi fino d’ora nel bacino di Mosul, nel nord dell’Iraq.

Nel 2021, lo Stato è stato colpito da una forte siccità, per questo motivo hanno dovuto prelevare molta acqua dal bacino idrico. Questo ha causato l’abbassamento del livello dell’acqua a Mosul facendo riemergere la città.

Gli scavi sono incominciati a inizio anno, prima che i resti scomparissero di nuovo. Gli scienziati hanno preso delle misure di precauzione per proteggerli dai danni provocati dal lago. Sono riusciti a coprire il tutto con un telo di plastica e tanta ghiaia.

Cos’hanno scoperto gli archeologi

Nel 2018 era già stato scoperto un sito archeologico nel bacino idrico di Mosul. Alcuni ricercatori, infatti, avevano riportato alla luce dei resti di un grande palazzo che dominava sulla valle del Tigri. Oltre al palazzo, sono riusciti a trovare nelle stanze tavolette cuneiformi di Mitanni. Non a caso gli scienziati presumono che si tratti della città di Zachiku.

Nel 2022, con gli scavi di quest’anno, gli esperti sono stati in grado di ricostruire gran parte della pianta della città. Hanno rinvenuto grandi edifici tra cui una fortificazione, un complesso di officine e un magazzino .

Le strutture sono affascinanti perché, nonostante siano state costruite con mattoni di fango, sono ben conservate. Il buon stato di conservazione, probabilmente, è dovuto ad un terremoto intorno al 1350 a.C. dove grazie al crollo delle pareti superiori delle mura, gli edifici sono stati sepolti e protetti per bene.

Ad aggiungersi alla scoperta dei nuovi edifici, ci sono altre 100 tavolette e 5 vasi di ceramica. Secondo l’archeologo Peter Pfälzner, la sopravvivenza sotto l’acqua delle tavolette in argilla cruda è un miracolo. Sono di vitale importanza la loro scoperta poiché in grado di fornire ulteriori dettagli su questa città e sul dominio assirio.