L’OMS lancia l’allarme in tutto il mondo per i casi crescenti di poliomielite: chi sono i soggetti più a rischio?

L’Organizzazione mondiale della Sanità (OMS) lancia l’allarme per i recenti casi di poliomielite a livello mondiale. Ora si spinge su una campagna di vaccinazione per tutti coloro che non sono coperti.

Hans Kluge, direttore Oms Europa, ha affermato in conferenza stampa: “È nostra responsabilità condivisa eradicare la polio a livello globale. Tutti coloro che non sono vaccinati, o i cui figli hanno saltato le vaccinazioni programmate, dovrebbero effettuare la vaccinazione il prima possibile. I vaccini contro la poliomielite si sono dimostrati molto efficaci e sicuri. Dato il nostro mondo interconnesso, il virus della poliomielite rilevato di recente a New York è geneticamente legato ai virus rilevati in Israele e UK“.

Kluge ha anche detto: “il poliovirus ha trovato la sua strada verso individui suscettibili nelle comunità poco vaccinate. Il Covid, il vaiolo delle scimmie e la polio hanno dimostrato ripetutamente come una minaccia di malattia in un luogo sia una minaccia di malattia ovunque. Una lezione che saremmo davvero sciocchi ad ignorare, tanto più nel mondo di oggi”.

Che cos’è la poliomielite

La poliomielite è una grave malattia infettiva a carico del sistema nervoso centrale e colpisce soprattutto i neuroni motori del midollo spinale.

La prima registrazione è avvenuta in forma epidemica in Europa all’inizio del XIX secolo e poco dopo negli Stati Uniti.

Ha poi raggiunto un picco nel 1952 negli USA con oltre 21mila casi mentre in Italia nel 1958 furono registrati oltre 8mila casi. L’ultimo caso nel nostro Paese è stato nel 1982.

In genere la polio ha effetti devastanti più sui muscoli delle gambe che su quelli delle braccia che, nei casi più gravi, si può trasformare in paralisi.

La trasmissione è di tipo oro-fecale, attraverso l’ingestione di acqua o cibi contaminati oppure tramite la saliva quando una persona affetta tossisce. Può colpire persone di tutte le età , tuttavia, quelli più a rischio sono i bambini al di sotto dei tre anni.