In Italia la situazione della bassa natalità è molto grave: il 2049 sarà l’anno in cui i decessi potrebbero raddoppiare le nascite con 788mila contro 390mila.

Questi dati sono emersi dall’ultimo rapporto Istat sulle previsioni della popolazione residente e delle famiglie. La popolazione residente è in decrescita: da 59,2 milioni al primo gennaio 2021 a 57,9 milioni nel 2030, a 54,2 milioni nel 2050 fino a 47,7 milioni nel 2070.

Il rapporto Istat

Entro il 2041 una famiglia su quattro sarà composta da una coppia con figli mentre più di una su cinque non ne avrà. L’Istat spiega: “Da circa 15 anni l’Italia sta affrontando un ricambio naturale negativo, alla base della riduzione della popolazione, nonostante la parziale contropartita di dinamiche migratorie con l’estero di segno positivo. Neanche negli scenari di natalità e mortalità più favorevoli il numero proiettato di nascite arriverebbe a compensare quello dei decessi. Ad esempio il limite superiore dell’intervallo di confidenza al 90% per le nascite (scenario nel quale il numero medio di figli per donna cresce fino a 1,88 nel 2070) identifica un quantitativo di nati più basso dei decessi previsti lungo il limite di confidenza inferiore”.

Nello scenario mediano, invece, dove si prevede una crescita della fecondità da 1,25 figli per donna nell’anno base a 1,55 nel 2070, il massimo delle nascite sarebbe di 424mila unità nel 2038. Da quell’anno in poi, l’ulteriore aumento dei livelli riproduttivi non conduce comunque a un parallelo aumento dei nati. Le donne in età fertile tenderanno a diminuire e a invecchiare in media, riducendo così il potenziale riproduttivo del Paese.

L’Istat rivela anche: “Da analoghe perturbazioni di origine strutturale potrà a sua volta dipendere l’evoluzione della mortalità , che proseguirà a esprimere anno dopo anno un numero sostenuto e crescente di eventi di decesso, fino a un massimo di 832mila nel 2058 secondo lo scenario mediano. Questo pur in un contesto di buone aspettative sull’evoluzione della speranza di vita (86,5 e 89,5 anni quella prevista alla nascita nel 2070, rispettivamente per uomini e donne) e, pertanto, in linea con quello che sarà il livello di invecchiamento della popolazione”.