Scomparsa nel nulla da alcune ore la campionessa di arrampicata iraniana Elnaz Rekabi. L’atleta aveva gareggiato ai campionati asiatici ospitati dalla Corea del Sud senza indossare l’hijab: gesto definito storico.
Non si hanno informazioni sulla campionessa vincitrice della medaglia di bronzo ai mondiali di Mosca del 2021. Elnaz Rekabi è sparita, e voci circolano che le siano stati sottratti documenti ed effetti personali.
Chi è Elnaz Rekabi?
Elnaz Rekabi è un’atleta iraniana, campionessa nella disciplina dell’arrampicata. Ha gareggiato ai campionati asiatici della Federazione Internazionale dell’arrampicata sportiva, svoltisi a Seul in Corea del Sud.
La campionessa classe 1989 ha ottenuto il nono posto non riuscendo però a qualificarsi alle fasi finali degli Asian Games. Rekabi ha scelto di gareggiare senza indossare l’hijab in segno di protesta contro il governo iraniano. Nel paese continuano manifestazioni per la morte di Mahsa Amini, ragazza di ventidue anni di provenienza curda, uccisa dalla polizia morale per non aver indossato correttamente il velo.

Perché Elnaz Rekabi è scomparsa?
Fonti vicine alla scalatrice hanno dichiarato alla BBC persiana di non avere notizie di lei dalla sera scorsa. L’emittente televisiva ha chiesto informazioni all’hotel di Seul dove la campionessa alloggiava, e la risposta è stata che l’intero team aveva lasciato la struttura la mattina precedente per tornare in Iran un giorno prima del previsto.
Ciò che viene da pensare è che il gesto della scalatrice di gareggiare senza hijab non sia stato apprezzato dal governo del paese. In Iran le donne hanno ancora pochissimi diritti, e l’estremismo del governo le costringe, tra le altre cose, a dover indossare il velo, motivo per cui la giovane Masha Amini venne arrestata e successivamente uccisa.
In Iran e in tutto il mondo sono migliaia le donne che stanno manifestando contro le leggi estremiste del paese. Elnaz Rekabi è solo un altro esempio di una donna con una piattaforma, un pubblico e un seguito, che utilizza la sua popolarità per schierarsi a favore dei diritti umani e civili.
La speranza è quella che si abbiano presto notizie dell’atleta, e che non sia stata punita dal governo per il suo gesto di protesta.