Centinaia di studenti universitari cinesi hanno preso l’abitudine di darsi appuntamento al tramonto nei giardini o nei campi sportivi del campus per poi gattonare in cerchio tutti assieme.

Da qualche settimana in diverse città della Cina si vedono queste scene incredibili, ma quali sono le ragioni del gesto?

Studenti si ritrovano per gattonare in cerchio: cosa sta succedendo

Da diverse settimane sui social spopolano video che mostrano giovani studenti universitari cinesi riuniti nei campi sportivi o nei parchi dei campus impegnati in quello che sembra un rituale. Ad oggi, molti dei video postati sono stati cancellati.


All’Università dello Zhejiang, il personale ha vietato ritrovi notturni in alcune zone del campus a causa di problemi di sicurezza. Questo sembra un tentativo per cercare di limitare queste riunioni. Ad inizio mese sono partiti i primi ritrovi grazie ad un post pubblicato da uno studente dell’Università di Pechino. Lo studente chiedeva: “Trovereste spaventoso se vedeste qualcuno strisciare per terra? Se no, ecco cosa farò domani“.

Questa moda di ritrovarsi per strisciare in cerchio non è la prima del suo genere. Già nei mesi scorsi erano iniziati altri fenomeni poi censurati dalla stampa: tra questi il tangping (sdraiarsi), una sorta di abbandono e rinuncia alla corsa al successo imposta dalla società. La versione più estrema consisteva nel lasciar marcire l’ambiente circostante.

Quali sono le ragioni dietro al gesto?

Osservando questo incredibile fenomeno prendere vita e diventare sempre più popolare viene da chiedersi se si tratta di una performance artistica, di un gioco causato dalla noia, o addirittura di un culto misterioso.

Una delle motivazioni più plausibili per questo gesto sembra essere lo sfinimento da lockdown e la necessità di uscire all’aperto e fare qualcosa di fuori dal normale. Uno studente dell’Università di Chongqing ha spiegato in un post che strisciare è un modo per liberare la sensazione di essere repressi: si usa il nonsenso per opporsi al nonsenso del mondo.

La Cina infatti si trova bloccata in un limbo da ormai quasi tre anni, e oltre al Covid deve ora affrontare un’economia che rallenta e un alto tasso di disoccupazione. In particolare, la politica zero-Covid impone lockdown molto restrittivi. Gli studenti universitari possono infatti lasciare il campus solo con autorizzazione e per validi motivi.

Le riunioni non sembrano essere vere e proprie proteste, ma piuttosto un gioco causato dalla frustrazione di essere rinchiusi e senza la possibilità di vivere spensierati. La verità è che l’isolamento non è solo noioso, ma anche avvilente, specialmente per giovani ragazzi che dovrebbero vivere a pieno gli anni dell’università.