Notizie247.it

Notizie e approfondimenti dall’Italia e dall’Estero

:

ORA ATTUALE

Negli ultimi decenni la lingua italiana si è arricchita incredibilmente grazie a neologismi e anglicismi, ovvero parole provenienti dalla lingua inglese, che ormai tutti conoscono, chi più chi meno.

Tra i termini anglosassoni che sono stati italianizzati troviamo “bannare“, “triggerare” oppure “boomer“. Il neologismo dell’anno, uno dei più usati sul web è “basato“: ecco cosa significa.

Cosa significa “basato”?

Scrivendo la parola “basato” affiancata da neologismo su Google otteniamo tantissimi risultati. Il significato che subito appare è quello di: “Espressione di apprezzamento rivolta a persona, cosa, situazione o pensiero che si condivide particolarmente“.

In altre parole, si utilizza la parola “basato” quando ci si trova in accordo con un persona o con un fatto; quando si condividono posizioni e valori.

Allo stesso modo si può usare come generica affermazione di apprezzamento o per descrivere una persona che dichiara una posizione o un modo di pensare, anche se non banale e comune, ma in linea con il proprio pensiero. In line generale, quando si usa l’aggettivo “basato” significa che si condividono le idee della persona o dell’evento a cui ci si riferisce.

Alcuni esempi possono essere: “Questo libro è basato“; oppure “La Germania vuole eliminare gli esami scolastici, basatissimo!“.

Neologismi sempre più usati nella lingua italiana

Gli ultimi decenni hanno visto l’introduzione di centinaia di nuove parole nella lingua italiana, tradizionalmente rigorosa e descrittiva. Sicuramente grazie all’avvento di Internet e dei social, noi italiani ci siamo connessi con il resto del mondo, abbiamo iniziato a leggere notizie e a guardare film in lingua originale. Le lingue straniere, in particolar modo l’inglese, sono senza dubbio grande fonte di neologismi. Basta pensare a quante sono le parole inglesi italianizzate che usiamo quotidianamente: anche le generazioni più anziane hanno ormai familiarizzato con i neologismi.

D’altra parte, alcune parole vengono semplicemente create in risposta a nuove esigenze di descrivere sensazioni, fenomeni, comportamenti o oggetti. Anche in questo caso però ci si ispira a parole provenienti da lingue straniere, o derivate da parole più comuni della nostra lingua. Importante è stata l’esigenza di creare parole per descrivere azioni che generalmente in italiano necessiterebbero di una frase intera. Un esempio è “whatsappare” per intendere “scambiarsi messaggi si WhatsApp”.

Altre volte invece, nuove parole nascono dalla necessità di descrivere qualcosa di nuovo: in questo caso si possono inventare completamente, o unire altre parole già conosciute. Un esempio può essere la parola “webete“, dall’unione di web e ebete, per descrivere un utente del web fastidioso.

I neologismi possono nascere i ogni momento e circostanza; a volte vengono “approvati” dall’Accademia della Crusca, altre volte diventano semplicemente parte del linguaggio parlato per qualche anno, e poi spariscono.