Cos’è la normativa Golden Power e come cambierà dal 1 gennaio 2023?

Dal 1 gennaio 2023 sarà introdotta una nuova normativa sul Golden Power, già modificata in precedenza da Draghi e Conte. Il governo Meloni introdurrà la possibilità di indennizzare le imprese per cui non è possibile aprirsi al capitale straniero.

Che cos’è la normativa sul Golden Power e come è cambiata dalla sua prima introduzione nel 2012?

Golden Power: che cos’è?

Il Golden Power venne introdotto per la prima volta nel 2012, per poi essere rafforzato dal secondo governo di Giuseppe Conte durante i mesi di lockdown. Anche Mario Draghi ad agosto aveva apportato alcune riforme all’istituto in modo tale da fornire al governo un altro strumento per amministrare la politica delle industrie

La Golden Power sono dei poteri di cui il governo può usufruire in alcuni settori strategici: lo scopo è ottenere dei benefici per lo stato. I settori strategici sono essenziali per il funzionamento dell’economia del Paese. In Italia, questa normativa viene applicata ai settori della difesa, della sicurezza nazionale, dell’energia, trasporti e comunicazioni.

Cosa cambia da gennaio 2023?

Il governo Meloni prevede l’introduzione di un sostegno più concreto, in particolare alle aziende che non hanno accesso al capitale straniero, vista la loro funzione strategica. In questo senso, le aziende bloccate dal Golden Power potranno usufruire di misure di sostegno come l’utilizzo del fondo patrimonio e rilancio. Oltre a ciò, le aziende strategiche potranno accedere a contratti di sviluppo e innovazione fino a due anni dopo l’utilizzo dei poteri speciali.

In aggiunta, la normativa Golden Power si allagherà ad altri settori come l’agroalimentare, il farmaceutico, la finanza e altre industrie dello Stato. Il cambiamento quindi permetterà alle aziende strategiche di accedere a fondi esteri se non dovessero trovare sostegno economico in Italia.

L’autorizzazione di un investitore italiano o straniero che detiene una quota dell’azienda di almeno 3% sarà necessaria solo quando si tratta di difesa e sicurezza nazionale. In tutti gli altri settori strategici, gli investitori non comunitario dovranno detenere una quota di almeno 10%.

L’ultimo cambiamento apportato al Golden Power riguarda la necessità per gli investitori europei di richiedere un’autorizzazione per rilevare aziende del settore energetico, dei trasporti, della salute, delle tlc, dell’agroalimentare e della finanza.