Stasera 31 gennaio in prima visione su Rai1 sarà visibile la prima delle quattro puntate del film Fernanda Wittgens, biografia della storica prima donna direttrice della Pinacoteca di Brera durante il periodo della Seconda Guerra Mondiale.
La fiction italiana di genere drammatico-storico presenta la direzione del celebre Maurizio Vaccaro con la collaborazione della scrittrice Giovanna Ginex, esperta della vita della Wittgens. Il suo L’allodola – in onore del soprannome attribuitole in onore della sua ‘delicata grandezza’ – ripercorre le gesta dell’artista, dalla nascita al pieno della sua straordinaria carriera.
Amante dell’arte fin da bambina, Fernanda Wittgens si dilettava a trascorrere le giornate in compagnia del padre Adolfo, anch’esso appassionato di arte, nei corridoi dei musei della Milano di inizio Novecento. Dopo la morte dello stesso e del fratello a causa della poliomielite, Fernanda decide di dedicare anima e corpo alla sua passione.
La sua vita prende una piega inaspettata nel 1928 grazie all’incontro con lo storico direttore della Pinacoteca di Brera di Milano, Ettore Modigliani, il quale decide di assumerla prima come ‘operaia avventizia’ e poi come Ispettrice. Una volta sollevato dall’incarico in quanto antifascista e trasferito a L’Aquila, viene istituito un concorso e Fernanda risulta essere la prima vincitrice donna esortata a ricoprire un ruolo così prestigioso (1940).
“La mia vera natura è quella di una donna a cui il destino ha dato compiti da uomo” scrisse “ma che li ha sempre assolti senza tradire l’affettività femminile“.
Con l’avvento della guerra Fernanda si ritrova a difendere le opere del suo museo per salvarle dai bombardamenti e allo stesso tempo prende la difficile decisione di schierarsi a favore di centinaia di ebrei destinati ai campi di concentramento. Insieme alle quattro sorelle infatti, avendo il permesso di muoversi liberamente grazie alla sua posizione di prestigio, decide di portarli oltre il confine con la Svizzera. Una volta scoperta verrà arrestata e condannata a 4 anni di carcere, dei quali ne sconterà solamente uno grazie alla fine del conflitto mondiale.
La sua mote avvenne nel 1957, dopo aver passato la vita ad occuparsi a Brera della sua passione. Nel 2014 le verrà attribuito il riconoscimento di Giusta fra le Nazioni.
Ad interpretare i panni della donna vedremo Matilde Gioli, attrice nascente resa celebre attraverso il ruolo nella miniserie italiana Doc – nelle tue mani. Esortata in un’intervista a raccontare le emozioni provate nell’interpretare un personaggio realmente esistito, la Gioli spiega: “Fernanda oltre alla forza di perseguire un lavoro ambito dagli uomini ha anche avuto la generosità e l’umanità di salvare la nostra cultura e molti ebrei (…) rischiando l’arresto, la vita e la reputazione”.
Una donna di da ammirare, un’eroina impavida che nonostante le difficoltà ha perseguito con fame e dedizione il suo sogno, portandolo avanti anche durante il conflitto mondiale.
Quale miglior modo per celebrarla allora se non attraverso il racconto della sua vita?
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