Roma, 8 Marzo 1972.
In occasione della Festa della Donna molte attiviste decidono di scendere in piazza a Campo dei Fiori. Tra loro vi è anche una celebrità del mondo dello spettacolo, Jane Fronda, attivista e attrice americana che in tale giornata porta la sua notorietà a favore dell’evento.
Ma non è l’unica ad essere catturata dalle fotocamere.
E poi c’è lei, Mariasilvia Spolato. Nata a Padova il 25 giugno 1935, insegnante presso l’Istituto professionale per il commercio Maffeo Pantaleoni di Frascati.
Assidua frequentatrice del collettivo femminista di via Pompeo Magno (RO), partecipò sia alle rivendicazioni del movimento omosessuale sia di quello femminista, a tal punto da scrivere un’antologia intitolata I movimenti omosessuali di liberazione, Documenti, testimonianze e foto della rivoluzione omosessuale a cura di Samonà e Savelli.
La sua storia viene ancora oggi ricordato per una foto scattata a sua insaputa nella frenesia dell’occorrenza. Perchè proprio quella foto, finendo per la prima volta su un giornale, permise la diffusione di un messaggio: Liberazione Omosessuale.
La prima persona a portare tale termine all’interno di un luogo pubblico.
Una scritta di rivendicazione per le proprie libertà.
Anche se, paradossalmente, nella vita di Mariasilvia tale cartello non fece che causare una problematica dopo l’altra in un’Italia non ancora pronta ad accettare il diverso.
Mariasilvia Spolato non si è mai nascosta.
Nè dalla sua dichiarata omosessualità. nè dalle minacce dei ‘bulletti del paese’, nè dalle percosse dei bigotti.
All’epoca – anche se solamente 38enne – decide quindi di mettersi in gioco e dimostrarsi un punto di riferimento per tutti coloro che come lei si sentivano ‘diversi’. Nel 1971 fonda un movimento, il FLO – Fronte di Liberazione Omosessuale – .con l’idea che le donne lesbiche dovessero liberarsi da una doppia oppressione: quella di essere donne e in aggiunta omosessuali.
A distanza di anni il FLO si tramutò, con l’aiuto di Angelo Pezzana, in Fronte Unitario Omosessuale Rivoluzionario Italiano, e nella rivista omonima Fuori che divenne portavoce dell’organizzazione.
Ma il suo coraggio non basta per ripagarla dei passi avanti compiuti.
Ormai è troppo tardi. La foto è già stata pubblicata
Nel 1971 venne sollevata dal suo incarico di insegnante nell’istituto di Frascati in quanto “non più idonea all’insegnamento” e fu dunque trasferita nella scuola media ‘Donatello’.
La Camera del Lavoro locane sostiene che quello contro Mariasilvia Spolato fu uno dei tanti “gravissimi provvedimenti repressivi contro attivisti del sindacato Cgil”, ma non era solo quello. L’insegnante aveva pubblicamente esposto la sua appartenenza sessuale e questa presa di posizione “su temi sensibili” non era stata apprezzata dall’Italia di quegli anni.
Solamente una foto dunque la causa della disoccupazione e la caduta in uno stato di povertà.
Iniziò a dormire in un primo tempo in casa di alcuni amici, per poi passare a luoghi pubblici e infine per strada. Morì il 31 ottobre 2018 in una struttura per anziani, la casa di riposo Villa Armonia.
Senza alcun dubbio Mariasilvia Spolato ha rappresentato una dei tanti pionieri del movimento di liberazione omosessuale italiano. Grazie alla triste storia di questa incredibile donna ancora oggi si torna a riflettere su tali tematiche, sperando però con maggiore consapevolezza.
Per far sì che ciò che successe all’insegnante di Frascati non possa mai più accadere.
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