Autismo in aumento? Ecco cosa dice uno studio statunitense sul tasso di autismo nei bambini

Il 2 aprile si celebrerà la Giornata Mondiale per la Consapevolezza dell’Autismo e proprio in questi giorni è arrivato dagli Stati Uniti uno studio che riporta un aumento nel tasso di autismo nei bambini statunitensi rispetto al 2002.

Si tratta di uno studio portato avanti dai Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie (CDC) e rivela un notevole aumento dei tassi di autismo nei bambini.

Lo studio si riferisce all’anno 2020 e riporta che ad oggi il tasso di autismo nei minori è di 1 bambino su 36, mentre nel 2002 era di 1 bambino su 150.

I risultati provengono dalla Rete di monitoraggio dello sviluppo, finanziata da DCD e lanciata nel 2000. Il progetto vuole “comprendere meglio il numero e le caratteristiche dei bambini con disturbo dello spettro autistico e altre disabilità dello sviluppo che vivono in diverse aree degli Stati Uniti”.

L’analisi è stata portata avanti in 11 stati degli USA e consiste nell’eseguire un’indagine con cadenza biennale per verificare la prevalenza del disturbo dello spettro autistico.

Nello studio si evidenzia anche che i casi di maschi risultano essere quattro volte più frequenti delle femmine, le quali pur aumentando nella frequenza di casi toccano comunque la percentuale dell’1%.

La crescita della percentuale rappresenta un dato alquanto preoccupante, che risalta ancora di più se compariamo la situazione degli States con quella italiana. In Italia nel 2019 un bambino ogni 77 presentava un disturbo dello spettro autistico, circa allo stesso livello della ricerca americana del 2008.

A cosa è dovuto l’aumento dei casi

L’aumento della prevalenza dell’autismo è dovuto da diversi fattori, da una parte si elenca un accesso più equo alle valutazioni e alle diagnosi, con criteri più chiari e stringenti. Mentre dall’altra parte si menziona anche un vero e proprio aumento del fenomeno che non ha a che fare con i criteri di valutazione.

Innanzitutto c’è da specificare che molte rilevazioni della prevalenza riguardano le diagnosi fatte e non direttamente il fenomeno in sé. Uno dei motivi per i quali si verifica un aumento del tasso di disturbo autistico riguarda infatti la tecnologia dei servizi per l’ASD. In molti stati degli USA i servizi per l’ASD sono molto sviluppati, sia quelli sanitari che quelli psicoterapeutici e l’aumento va di pari passi con un accesso più equo alle valutazioni e alle diagnosi. Inoltre i criteri per verificare un disturbo autistico sono cambiati nel tempo e oggi rispetto al passato i criteri utilizzati sono diventati più chiari e stringenti.

Inoltre, sono sempre di più i genitori che influenzati da film e serie tv fanno richiesta di una valutazione ai pediatri. Rispetto al passato adesso l’ASD è molto più accettato dai genitori, che prima lo ignoravano o lo consideravano come qualcosa di estremamente negativo e incurabile.

Nonostante questo la diversa classificazione o la diversa propensione a fare diagnosi non sono le uniche ragioni per l’aumento di prevalenza dell’autismo. Almeno una parte dell’aumento si deve a un reale aumento del fenomeno stesso. Di fatto, anche i neuropsichiatri infantili italiani sono abbastanza concordi sull’osservazione che i casi classificati a Livello 3 sono aumentati.