Le Iene, drammatica confessione di Elena Di Cioccio | Ma avere l’HIV non è più una condanna a morte

“Ho 48 anni e da 21 sono sieropositiva. Ho l’HIV”

Così ha raccontato nella trasmissione televisiva delle Iene l’ex inviata dello stesso programma Elena Di Cioccio. Un segreto che ha tenuto nascosto sin da quando è venuta a conoscenza del contagio, per poi decidere di rivelarlo attraverso il libro Cattivo Sangue, in uscita il 4 aprile 2023.

Ma fortunatamente ad oggi i progressi scientifici rappresentano un’ancora di salvataggio per coloro che come Elena scoprono di essere colpiti da un tale tormento. “Oggi un aiuto arriva grazie alla medicina che ha fatto finire l’epoca dell’alone viola, della paura, sia per voi ma anche per noi”.

I progressi contro l’HIV

Il virus dell’HIV iniziò la sua comparsa su territorio statunitense nel lontano 1981, colpendo e causando la morte di migliaia di vittime di fronte agli occhi inermi dei medici che non sapevano darsene una spiegazione. Fu Margaret Heckler, allora segretaria della Salute e dei Servici Umani negli Stati Uniti ad annunciare pubblicamente e per la prima volta nell’aprile 1984 che gli scienziati avevano scoperto il responsabile della mortale sindrome dell’immunodeficienza acquisita Aids. Si trattava dell’Hiv, un agente patogeno che poteva essere trasmesso attraverso un passaggio di sangue da un individuo ed un altro, durante rapporti non protetti, durante il parto tra madre e figlio. durante l’allattamento.

Nel corso degli anni lo stesso virus è stato analizzato per lo sviluppo di farmaci – sotto forma di iniezioni o pillole – che potessero tenere sotto controllo il sopraggiungere della malattia dell’Aids. Nonostante ciò però ancora nessun vaccino è stato prodotto per permettere ai sieropositivi la conduzione di una vita quanto più normale possibile. Il problema principale di tale stallo infatti è la variabilità estrema dell’Hiv, ovvero la sua capacità di mutare a seconda dell’organismo nel quale si installa.

Ad oggi comunque grandi passi avanti sono stati compiuti dalla scienza, la quale è riuscita a fornire ai pazienti affetti dal virus un anticorpo – il bnAb – in grado di neutralizzare l’infezione e proteggere i soggetti dall’insorgenza della malattia. “Quindici anni fa: mi taglio la mano in una classe di teatro, esce del sangue. Si avvicinano per aiutarmi e io urlo: “No, non mi toccate”. Cavolo che brutto carattere. Oggi processare questa gigantesca marea di emozioni è possibile grazie a quello che la medicina ci dice, e cioè che siamo pazienti cronicizzati e in nessun modo io posso contagiare qualcuno. Per me è un sospiro di sollievo: non devo più stare sempre in allerta”.

Come raccontato dalla stessa Elena Di Cioccio però niente potrà mai restituire gli anni passati nei quali la malattia rappresentava uno stigma sociale. Per questo motivo il segreto, la finzione di non essere malati, le sfide ed i dolori dell’essere diversi, malati.

Dal 4 aprile 2023 la sua storia sarà disponibile nel libro Cattivo Sangue, edito da Vallardi.