Che suono fa il Sole? | Registrate le onde acustiche della stella: ‘una risorsa fondamentale’ per la Nasa

Avete mai provato ad ascoltare il Sole?
Sì, avete capito bene. Anche il Sole produce un rumore dovuto al flusso di materiale che si muove costantemente dalla superficie al centro – nel caso di massa raffreddata – e viceversa – nel caso di massa riscaldata.

Gli studiosi già da alcuni anni si stanno quindi occupando di registrarne le onde grazie alla pressione acustica esercitata attraverso un complesso strumento chiamato Michaelson Doppler Imager (MDI). Tale invenzione è stata montata su una sonda denominata SOHO che a una distanza di 1 milione di miglia (circa 160 milioni di metri) dalla Terra sta circondando il Sole.

Ma come funziona l’emissione di queste onde acustiche?

Secondo l’American Academy of Audiology – la quale sta continuando ad investire su approfondimenti in merito a questo interessante fenomeno – le onde acustiche del Sole rimbalzerebbero da un lato all’altro del gigante gassoso portando ad un’oscillazione della sua superficie della durata di circa 2 ore. In questo lasso di tempo dunque i ricercatori sarebbero nelle condizioni di accelerare le onde circa 42.000 volte creando suoni che si stima siano “da 10 a 100 volte tanto il flusso di potenza che solitamente viene emanato dagli altoparlanti durante un concerto rock”.

Lo hanno descritto come una specie di ‘battito cardiaco’ basso e pulsante, come si legge in un tweet diffuso direttamente dal sito ufficiale della Nasa datato 2018, anno fondamentale per le scoperte inerenti a tali studi: “Il Sole non è silenzioso. Il basso e pulsante ronzio del battito cardiaco della nostra stella permette agli scienziati di scrutare all’interno, rivelando enormi fiumi di materiale solare che scorrono, insieme a onde, loop ed eruzioni. Questo aiuta gli scienziati a studiare ciò che non può essere visto”.

Queste onde sono una risorsa estremamente preziosa per gli studiosi, i quali attraverso le stesse possono approfondire le conoscenze che si hanno in merito al corpo celeste. Come spiega il direttore associato della divisione scientifica di Fisica del sole del Goddard Space Flight Center della Nasa, il dottor Alex Young: “Misurare le vibrazioni del sole rivela cosa sta succedendo al suo interno e può aiutare gli scienziati a studiarne qualsiasi aspetto, dai brillamenti solari alle espulsioni di materiale dalla corona solare. Non c’è un modo semplice per guardare dentro il sole: non abbiamo un microscopio per zoomare al suo interno: solo così abbiamo la possibilità di vedere all’interno. Sono i movimenti all’interno del Sole a generare i campi magnetici e quei campi magnetici fluttuano verso la superficie e determinano le macchie solari, a loro volta responsabili di brillamenti ed espulsioni di massa coronale fino a quello che chiamiamo tempo meteorologico spaziale”.