Giletti, clamoroso addio a La7 | Il vero motivo dietro alla cancellazione di Non è l’arena

Il noto talk show italiano condotto da Massimo Giletti è stato sospeso con effetto immediato.

Questa la comunicazione voluta far trasmettere dall’editore Urbano Cairo nei confronti di Non è L’arena, uno dei programmi televisivi più seguiti dell’intera rete.

In una nota l’emittente “ringrazia Massimo Giletti per il lavoro svolto in questi sei anni con passione e dedizione”, facendo sapere che il giornalista, a causa del contratto che lo lega a La7 fino a giungo 2023, dovrà rimanere “a disposizione”.

Non la prende bene però Giletti, che con tutta la sua troupe dichiara: “buttate per strada 35 persone senza preavviso”, non di certo per motivi di audience.

Allora come mai questo allontanamento?

Bisogna iniziare dicendo che i rapporti tra Giletti e Cairo non sono mai stati dei più rosei. Ultimamente infatti i due stavano affrontando numerose diatribe, soprattutto per le voci sempre più pressanti riguardanti la possibilità per Massimo di tornare a lavorare in Rai.

La collaborazione tra i due era iniziata nel lontano 2017 quando, nonostante le incomprensioni tra il conduttore e i dirigenti del canale, Cairo aveva deciso di dedicare un intero talk show televisivo all’approfondimento politico e sociale e alle inchieste di cui Giletti da sempre si è occupato.

Di fronte all’imminente addio di Fabio Fazio alla Rai e alla chiusura del suo programma Che Tempo Che Fa, alcune fonti sostengono che la rete nazionale avrebbe contattato Massimo Giletti per un suo possibile subentro.

L’annuncio dell’ufficiale cancellazione di Non è l’Arena è avvenuta a seguito della sospensione del palinsesto televisivo dovuta al periodo della Settimana Santa. Una volta rientrati negli studi, infatti, l’emittente La7 aveva fatto un comunicato stampa nel quale veniva ufficialmente dichiarato l’allontanamento forzato di Giletti e del suo programma dopo ben 6 anni di collaborazione. Si ricordi infatti che il giornalista precedentemente era in rapporto con l’emittente pubblica fino all’anno 2017, quando Urbano Cairo gli aveva proposto la conduzione di un talk show interamente a cura dello stesso, e lui aveva accettato.

Una volta venuto a conoscenza della notizia però, le prime parole sono state: “Prendo atto della decisione di La7. In questo momento, l’unico mio pensiero va alle 35 persone che lavorano con me da anni e che da un giorno all’altro, senza alcun preavviso, vengono lasciate per strada”.

Che la cancellazione di Non è l’arena sia stata dovuta ad alcune uscite poco politically correct che spesso sono avvenute durante le puntate del programma? Si ricordi a tal proposito, per esempio, l’ospitata di Salvatore Baiardo, presentato come ‘l’uomo che ha previsto l’arresto di Matteo Messina Denaro’. O ancora, la puntata interamente dedicata alle sorelle Napoli, le due donne che avevano portato la loro testimonianza in merito alla mafia presente in un piccolo paesino della Sicilia ed in onore delle quali lo stesso giornalista ha scritto il suo libro Le dannate. Storia delle sorelle Napoli che non si arrendono alla mafia.

Massimo Giletti si è da sempre presentato come un uomo intrepido che non abbassa la testa di fronte alle intimidazioni che spesso gli sono state rivolte a causa delle sue inchieste – si ricordi per esempio la frase a lui rivolta dal pentito Salvatore Baiardo: “Lei sta rischiando parecchio. A 360 gradi. Fa del buon giornalismo ma sta rischiando, e non solo a livello di mafia”.

Sarà questo il vero motivo dietro alla sua sospensione?