La Repubblica Ceca è stata costretta a spegnere il suo fotovoltaico.
È successo durante le vacanze di Pasqua a causa di un’eccessiva produzione di energia.
Lo scorso lunedì, con i bassi consumi legati alle festività e il tempo soleggiato, la Repubblica Ceca si è trovata in un surplus energetico troppo grande per essere assorbito dalla rete elettrica. Il paese si è visto quindi costretto a spegnere il suo fotovoltaico a causa della troppa quantità di energia prodotta.
Gli impianti fotovoltaici cechi hanno prodotto un’enorme quantità di energia, e ČEPS, la società statale ceca per l’energia, è stata costretta a spegnere gli impianti per prevenire potenziali danni o blackout.
“Il CEPS ha deciso di attivare il piano di riduzione dopo aver esaurito le misure operative normalmente disponibili per controllare il sistema elettrico”, ha dichiarato Hana Klímová, portavoce del ČEPS.
L’accaduto ha fatto luce su due questioni importantissime: l’inadeguato sistema di stoccaggio dell’energia, che non solo interessa la Repubblica Ceca ma che colpisce anche tutta l’Unione Europea, e l’efficienza delle energie rinnovabili, che se usate bene non solo sono in grado di soddisfare il fabbisogno energetico di un paese, ma che producono addirittura ancora più energia.
Solitamente la Repubblica Ceca esporta il suo surplus energetico nei paesi confinanti, opzione che non è stata possibile nella settimana scorsa perché anche gli altri paesi europei erano in eccedenza. “Tutti i paesi tranne Danimarca, Portogallo e Slovenia erano in eccedenza”, ha spiegato Klímová.
Ciò che si è verificato in Repubblica Ceca evidenzia la necessità di investire allo stesso tempo su energie rinnovabili e sistemi di accumulo efficienti, fondamentali per beneficiare delle energie rinnovabili al cento per cento.
Le energie rinnovabili in Europa
In Europa l’energia rinnovabile si sta diffondendo sempre di più, con il rapporto annuale SolarPower Europe che segnala che nel 2022 l’UE ha installato 41,4 GW di energia fotovoltaica, con un aumento del 47% rispetto ai 28,1 GW installati nel 2021.
La Germania continua a essere il paese leader in Europa per installazioni, seguita da Spagna e Polonia. Per quanto riguarda l’Italia, il Rapporto segnala che negli ultimi 8 anni la crescita è stata lenta, con una media di 500 MW di capacità installati all’anno. Ma dopo un miglioramento della performance nel 2021, SolarPower evidenzia che il mercato è pronto a crescere in modo significativo.
Mentre ci imbattiamo in una crisi energetica senza precedenti, la capacità totale di energia solare dell’UE è aumentata del 25% in un solo anno, passando da 167,5 GW a 208,9 GW nel 2022.
Walburga Hemetsberger, CEO di SolarPower Europe ha sottolineato: “I numeri sono chiari. Il solare sta offrendo all’Europa un’ancora di salvezza in una situazione di crisi energetica e climatica. Nessun’altra fonte energetica sta crescendo in modo così rapido e affidabile come il fotovoltaico”.
La crescita del fotovoltaico in Europa sembrerebbe non fermarsi più e secondo lo Scenario Medio, la previsione per il 2023 è di 53,6 GW in più in energia solare nell’UE.
Per assecondare tale crescita però è importante semplificare gli iter autorizzativi ed eliminare le varie barriere, assicurando processi amministrativi più fluidi. È inoltre fondamentale organizzare in modo più efficiente i sistemi di accumulo, essenziali per stoccare l’energia prodotta dai pannelli fotovoltaici che non viene immediatamente consumata. Si tratta di batteria integrate all’impianto fotovoltaico che permettono di ottimizzare la produzione dei consumi elettrici e di immagazzinare l’energia elettrica non consumata per poterla riutilizzare quando necessario.
Se non si sviluppano dei sistemi di accumulo adeguati, si rischierà di perdere la preziosa energia che viene prodotta dai fotovoltaici.