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La conduttrice televisiva Myrta Merlino è stata ampiamente criticata sui social network dopo l’ultima trovata utilizzzata nel corso della sua trasmissione “L’aria che tira”. La conduttrice ha infatti aperto una puntata della trasmissione dentro una tenda. Il tutto per solidarizzare con gli studenti che protestano contro gli alti costi degli affitti universitari. La protesta per il costo degli affitti è infatti iniziata qualche giorno fa dal politecnico di Milano. Si sta rapidamente espandendo non solo al capoluogo lombardo, ma a tutto il territorio nazionale e in particolare alle grandi città universitarie. Ne avevamo parlato in questo precedente articolo. Ma capiamo meglio la natura della polemica scaturita sul web nei confronti della conduttrice di La7.

Le critiche verso Myrta Merlino

In particolare, molti utenti hanno sottolineato che l’azione di Myrta è stata fatta solo ora che al governo c’è il centrodestra. In passato si era inginocchiata in segno di solidarietà per il movimento “Black lives matter”, quando il presidente degli Stati Uniti era Trump. Tuttavia, Myrta ha sostenuto la protesta degli studenti, definendola sacrosanta e in linea con i principi sanciti dalla Costituzione italiana. Ha evidenziato come il costo degli affitti sia diventato inaccettabile. Soprattutto nelle città di Roma e Milano, dove una stanza costa oltre 600 euro al mese, spesso in condizioni precarie. Nonostante ciò, alcuni utenti hanno criticato la Merlino per aver compiuto questa azione solo ora che la politica è cambiata. Inoltre, altri hanno fatto notare che la protesta non è solo una questione di studenti benestanti, ma riguarda anche coloro che provengono da luoghi distanti dalle università e che devono affrontare lunghi spostamenti.

L’argomentazione dell’attico romano

Altri ancora hanno accusato la Merlino di essere ipocrita, in quanto in passato aveva partecipato alle sue trasmissioni televisive da una lussuosa abitazione a Roma, suscitando un forte contrasto con la situazione attuale in cui si solidarizza con gli studenti che dormono in tenda. L’attico vista Pantheon della giornalista pre essere considerato una sistemazione troppo lussuosa per qualcuno che si fa portatore di una battaglia tale, almeno nell’idea degli utenti del web. La Merlino ha risposto alle critiche, sottolineando come la protesta degli studenti sia stata in grado di spingere il governo ad allocare 660 milioni di euro per nuovi posti letto, il doppio di quelli che erano stati cancellati nella manovra 2023, dimostrando così la loro importanza.

Oltretutto ci sentiamo di precisare come quella di Merlino sia una azione che non ha nulla a che fare con il suo indirizzo di casa. La sua è una azione di appoggio ad un movimento perlopiù giovanile, quasi prettamente legato al mondo delle università. Questa è una problematica reale, basata su dati tangibili e che riguarda una fetta importante di giovani italiani. Per combattere questa battaglia al fianco di questi ultimi, non occorre essere uno studente con un reddito sotto i 24.000 euro che determinano chi ha diritto ad una borsa di studio abitativa e chi no. Questa battaglia ha senso per chiunque ritenga necessario garantire il diritto allo studio a tutti, e dovrebbe, in quest’ottica, essere condivisibile da tutti, a discapito delle preferenze politiche.