Studenti milanesi protestano contro il caro affitti a Milano. La protesta è stata iniziata dalla studentessa del Politecnico Ilaria Lamera. La giovane si è accampata con una tenda davanti all’università dal 3 maggio, e ha invitato altri a unirsi alla sua contestazione. In seguito, altri giovani milanesi si sono uniti alla protesta e hanno montato altre tende nel parco antistante all’ateneo. Anche il consigliere regionale Paolo Romano (Pd) si è unito alla protesta e ha passato la notte con gli studenti, discutendo dei troppi ostacoli per gli studenti che vogliono vivere a Milano.

La ratio della protesta

La protesta è stata motivata dal costo elevato degli affitti a Milano, che per una semplice stanza hanno raggiunto l’importante cifra minima di 630 euro al mese, con alcuni annunci assurdi di stanze a 500 euro senza l’uso della cucina. La protesta è proseguita fino al 7 maggio e ha riscontrato una grande partecipazione, inclusa quella della rettrice dell’università, che ha solidarizzato con la protesta. La rettrice ha affermato che Milano è diventata una città per persone anziane e ricche, con la necessità di alloggi non solo per gli studenti, ma anche per chi si laurea e con lo stipendio non paga l’affitto. In 28 anni, la Regione Lombardia non ha stanziato quasi nessun fondo per le residenze universitarie. Queste coprono solo il 4 per cento delle studentesse e degli studenti che ne hanno bisogno. Inoltre, non vi è stato alcun investimento reale sulla casa pubblica, con 15.000 alloggi Aler sfitti e nessun piano reale per restituirli alle persone.

Presente anche un politico dell’opposizione

Il consigliere regionale Paolo Romano ha sostenuto che la protesta ha dato voce a tanti studenti che a Milano non possono più permettersi di vivere e ha esortato la Regione Lombardia a istituire un piano di investimenti straordinario su diritto allo studio, studentati e casa pubblica. Romano ha concluso affermando che serve un fondo nazionale per il sostegno agli affitti e un impegno serio per contrastare gli affitti brevi.

L’indagine di SoloAffitti

In un’indagine condotta lo scorso settembre da SoloAffitti, è stata esaminata la situazione degli affitti per studenti fuori sede nelle principali città universitarie del Paese. Nonostante i dati non siano particolarmente aggiornati, l’analisi ha evidenziato un aumento del 5% dei canoni di locazione delle camere singole nel 2022, con incrementi significativi soprattutto nelle grandi città universitarie principali. Spiccano Milano (+10%), Bologna (+29%), Roma (+6%), Firenze (+16%) e Pisa (+10%). In media, si pagano 324 euro al mese per una camera singola. Per un posto letto in doppia la richiesta è invece di 209 euro a persona.

I prezzi delle maggiori città universitarie

Il canone medio varia notevolmente da città a città. Milano si conferma la città italiana dove si paga di più per affittare una stanza singola (550 euro al mese), seguita da Bologna con 450 euro al mese. Anche a Roma i prezzi risultano essere sostenuti, con una media di 425 euro al mese. All’estremo nord i prezzi sembrano altrettanto alti. In particolare a Bolzano (400 euro al mese) e Trento (385 euro al mese). A Torino, gli studenti universitari pagano in media 297 euro al mese per una camera, mentre molte altre città come Genova, Ferrara, Siena o Trieste richiedono 300 euro al mese. Prezzi più economici si registrano invece scendendo al Sud: a Bari e a Pescara si attestano sui 250 euro al mese. A Palermo, invece, i canoni, pur essendo in aumento, rimangono fermi ai 180 euro al mese.