Chi sono Claudia e Raphael, compagna e figlio di Michela Murgia? Tutto sulla famiglia della scrittrice

Il recente annuncio della malattia

Michela Murgia, la rinomata scrittrice italiana, continua a destare l’attenzione del pubblico dopo la sua rivelazione sul cancro in una recente intervista al Corriere della Sera. Murgia ha affrontato nuovamente il tema della sua malattia e i suoi effetti, utilizzando il suo caratteristico stile sarcastico ma al tempo stesso profondo. La scrittrice sottolinea come l’annuncio della sua malattia abbia dato origine a una sorta di surreale celebrazione funebre in vita. Tuttavia, Murgia ammette di non sentirsi ancora pronta a partecipare con lo stesso slancio ammirevole che ha notato in alcuni commentatori.

La particolare famiglia di Murgia

Nel frattempo, attraverso una serie di post sul suo profilo Instagram, Murgia continua a parlare della sua famiglia queer non tradizionale. Solo poche ore fa ha svelato che condivide da molti anni la maternità con Claudia, un’architetta, formando una coppia omogenitoriale. La scrittrice smonta i pregiudizi degli utenti e con dolcezza ripercorre i momenti che hanno portato le due donne a unirsi. Il tutto attribuendo un ruolo fondamentale al figlio che condividono, Raphael. Murgia affronta il tema dell’importanza della famiglia come luogo in cui si gestisce il passaggio tra le generazioni. Sottolinea anche come il modo in cui lo fanno lei e Claudia non sia contemplato dalla legge. Nonostante ciò, la scrittrice si riferisce per la prima volta a loro stesse come una “coppia omogenitoriale“.

L’amore delle due madri per il figlio Raphael

La decisione di diventare madri insieme è scaturita da un gesto di Raphael. A nove anni quest’ultimo prese la mano di Murgia nella stessa sera in cui si videro per la prima volta e disse di non volerla più lasciare. Murgia rivela che la scelta presa in quel momento non l’ha mai rimpianta. Nel corso dei dodici anni successivi, entrambe hanno affrontato divorzi, matrimoni e molte esperienze insieme, ma una cosa è rimasta costante: sono rimaste le madri di Raphael. La scrittrice ammette che non è stata sempre facile. Le difficoltà sono sorte soprattutto a causa delle reazioni degli altri: parenti biologici diffidenti o addirittura ostili, compagni giudicanti e conoscenti morbosi. Hanno dovuto fornire innumerevoli spiegazioni e sostenere silenzi protettivi. Murgia descrive la paura di attraversare una dogana con un minore che non è suo figlio e l’ansia di non poterlo accompagnare a scuola perché “non sei nessuno”.

La malattia e il superamento dello stigma

L’incertezza di non poter essere riconosciute come famiglia in situazioni di emergenza, la paura di non poter intervenire in caso di bisogno reciproco, sono state le preoccupazioni che hanno segnato la vita di Michela Murgia e Claudia. Questa coppia omogenitoriale ha vissuto nell’ombra per anni, nascondendo la propria identità per non disturbare l’apparente tranquillità del mondo circostante. Tuttavia, tutto è cambiato improvvisamente un anno e mezzo fa, quando la vita di Murgia è stata sconvolta dalla scoperta della sua malattia. L’evento ha segnato una svolta, una chiamata disperata a Claudia, richiedendo la sua presenza. Cosa stesse succedendo? In quel momento, Murgia ha aperto casualmente la cronologia del suo computer e si è imbattuta in una domanda sconcertante: “Si può donare un rene a qualcuno che non ha il tuo stesso sangue?”. Da quel momento, la questione del sangue ha perso ogni rilevanza. Attraverso questa rivelazione, Murgia ha condiviso l’impulso che l’ha spinta a non preoccuparsi più delle convenzioni sociali. Ha deciso da lì di concentrarsi su ciò che conta veramente: la sua relazione con Claudia e il loro ruolo di madri di Raphael, il figlio che hanno condiviso per anni.