Cos’è successo tra la Ceres e Bruno Peres? Tra il noto marchio di birra e l’ex Roma una causa per diffamazione

L’amministratore delegato italiano della nota birra Ceres, Vittorio Luigi Galimberti, è stato citato in giudizio con l’accusa di diffamazione aggravata nei confronti di Bruno Peres. Il tutto a causa di una vignetta pubblicata su Twitter da un social media manager del noto marchio nel 2020. Tramite il tweet veniva infatti condiviso un meme in cui si accostava l’immagine del calciatore a una delle bottiglie del marchio. La causa era un incidente con la sua macchina in cui il terzino di origini brasiliane era risultato positivo all’alcol test.

La vicenda

I fatti risalgono a luglio 2020. Quel giorno, infatti, il profilo italiano della Ceres su Twitter aveva pubblicato un tweet che mostrava l’ex terzino della Roma accanto a una bottiglia di birra. Nel tweet erano presenti solo quattro parole: “Stop sending this sh*t”, letteralmente “Smettetela di mandarci questa me*da”. Il giocatore ha sporto denuncia per l’accaduto e la Procura di Milano ha considerato il tweet denigratorio e lesivo dell’immagine del giocatore.

Nonostante le scuse della multinazionale, sollecitate anche dalla stessa squadra di calcio di Roma, che ha rimosso il tweet originale e ne ha pubblicato uno nuovo, chiedendo scusa per l’inappropriato contenuto, la situazione non si è risolta. Il tweet faceva riferimento a un incidente in cui Bruno Peres era stato coinvolto poco prima. Durante una serata, dopo aver consumato qualche bicchiere di troppo, si era infatti schiantato contro un albero. Il tutto distruggendo anche l’automobile su cui viaggiava. Il calciatore ha assunto la piena responsabilità dell’incidente ed è stato assolto, ma da quel momento è stato associato al soprannome di Bruno Ceres, sfruttando l’assonanza tra il suo cognome e il famoso marchio di birra.

Possibile precedente per future situazioni analoghe?

Nel mondo dei Meme non è insolito sfruttare giochi di parole, assonanze o simili, proprio come nel caso Bruno Peres-Ceres. Solitamente sono immagini abbastanza innocue e non hanno conseguenze di alcun tipo. In determinate situazioni possono contribuire ad alimentare giudizi affrettati o derisioni nei confronti di personaggi pubblici. La procura di Milano ha giudicato lesiva nei confronti del giocatore questa vicenda, scegliendo di punire il rappresentante del marchio di birra coinvolto. Che questa situazione possa fungere da precedente in situazioni analoghe? Sicuramente una decisione come questa impone maggiore attenzione alle parole utilizzate da parte dei vari canali social delle grandi aziende, che possono approfittare di questi canali per farsi pubblicità e mettersi in luce agli occhi della potenziale clientela, ma che possono anche, come in queso caso, rivelarsi armi a doppio taglio.