Olio d’oliva, è allarme: il clima impazzito ostacola la produzione dell’oro verde | Cosa sta succedendo?

L’Italia rischia di rimanere senza olio extravergine d’oliva, l’oro verde nazionale, prima dell’inizio della nuova campagna olearia. L’allarme è stato rilanciato da Assitol, l’Associazione Italiana dell’Industria Olearia, che ha segnalato la mancanza di prodotto a causa della siccità e dei fenomeni di meteo estremo che hanno compromesso la produzione. La situazione è simile anche in Spagna, il principale produttore mondiale di olio d’oliva, dove si sta già registrando un aumento dei prezzi sia all’ingrosso che nella produzione artigianale. Il settore si trova quindi in una crisi, causata da diversi fattori come l’abbandono progressivo delle coltivazioni e la mancanza di modernizzazione.

L’impatto del meteo

A questa combinazione esplosiva si aggiunge il rischio di una nuova annata influenzata dall’imprevedibilità del clima eccezionalmente freddo e piovoso delle ultime settimane. L’impatto del meteo sugli oliveti è evidente. Con l’arrivo del sole nelle prime giornate primaverili, gli alberi di olivo sono pronti per la fioritura, un momento cruciale per l’impollinazione e l’allegagione. Tuttavia, il clima umido e piovoso delle settimane scorse ha ostacolato l’impollinazione dell’olivo, che avviene attraverso il vento. Il polline, reso pesante e dilavato, non riesce a fecondare le piante e finisce a terra. Le previsioni meteo indicano la possibilità di nuove piogge, aumentando il rischio.

Le prossime, fondamentali, settimane

Le piante di olivo sono attualmente in fioritura, e se il clima non giocherà a favore, la produzione potrebbe subire una drastica riduzione. L’olivo ha un’impollinazione particolare, che avviene attraverso il vento, quindi un clima umido comprometterebbe questa fase cruciale. Fortunatamente, al momento si registra bel tempo, con sole e vento. Questo favorirà l’apertura dei fiori degli olivi. Tuttavia, sono previste nuove piogge che potrebbero mettere a rischio la produzione. Solo un colpo di fortuna potrebbe salvare la filiera. Il bel tempo nei prossimi giorni, in quest’ottica, sarebbe di grande aiuto. Se le temperature tornassero a scendere dopo l’apertura dei primi fiori, sarebbe come “mollare il freno” per la pianta. Sarà quindi fondamentale mantenere i fiori in vita fornendo loro nutrimento, luce solare e una leggera brezza, evitando che le radici siano immerse nell’acqua. L’olivo richiede un clima mediterraneo adeguato per completare le sue fasi fenologiche.

L’aumento dei prezzi

Si prevede una carenza di olio d’oliva a livello globale? Al momento non si può fare una previsione precisa, ma è possibile che non ci sia un’elevata produzione a livello mondiale. Si spera che l’Italia possa rientrare nei parametri normali di produzione, ma è ancora presto per dirlo. Tutto si giocherà nei prossimi giorni.

La scorsa stagione è stata molto deludente in termini di qualità e quantità delle olive, con una riduzione fino al 50% in alcune zone. Di conseguenza, i prezzi di mercato sono aumentati. Questa tendenza potrebbe confermarsi con l’imprevedibilità della stagione in corso. Poiché mancherà una grande scorta di olio a livello mondiale, è probabile che i prezzi aumenteranno. Questo fenomeno si osserva già nei prodotti in vendita, poiché la domanda supera l’offerta. Nel caso dell’olio prodotto artigianalmente, gli aumenti di prezzo sono anche dovuti ai maggiori costi di produzione e gestione dei campi, nonché agli aumenti dei costi dell’energia e dell’imballaggio. Questi fattori incidono maggiormente su un raccolto meno abbondante pur mantenendo lo stesso numero di piante.

La situazione italiana

L’Italia non ha una produzione sufficiente né acquisti esteri in quantità adeguata, rischiando conseguenze negative nella prossima campagna. L’Italia non è autosufficiente nella produzione di olio: è necessario tornare ad essere protagonisti nel mercato olivicolo e promuovere la produttività. Tuttavia, le stime indicano un progressivo declino dovuto all’abbandono dell’agricoltura, alla frammentazione delle strutture produttive e alla mancanza di modernizzazione, ad eccezione di poche realtà di alta qualità. Allerta tra gli olivicoltori e preoccupazione dei consumatori per il possibile aumento dei prezzi dell’olio extra vergine di oliva, un elemento essenziale nella Dieta Mediterranea.

Le principali problematiche

La concomitanza di fattori negativi sta colpendo l’agricoltura, incluso l’olivicoltura. L’anno scorso, durante la fioritura degli ulivi, il vento caldo ha bruciato i fiori, mentre quest’anno le piogge torrenziali stanno causando stress alle piante e allagamenti dei terreni. Gli olivi resistono al freddo e alla siccità, ma non alle escursioni termiche estreme e ai repentini cambiamenti di temperatura. Le previsioni per il futuro dell’olivicoltura non sono positive. È stato trascurato il miglioramento genetico dell’olivo, senza approfondire lo studio delle varietà autoctone. Il recupero delle varietà tradizionali nei territori d’origine è fondamentale per coltivare una biodiversità preziosa e ottenere risultati di alta qualità, riducendo l’uso di prodotti chimici e aumentando la redditività. La stessa varietà di olivo può comportarsi diversamente in terreni diversi.

Le possibili contromisure

È necessario valorizzare l’eredità genetica delle varietà tradizionali e selezionare gli individui più resistenti, migliorando così geneticamente la specie. L’olivicoltura è un settore complesso almeno quanto quello del vino, con una ricchezza di varietà autoctone. Tuttavia, non si è mai investito abbastanza nell’olivicoltura nazionale, forse a causa delle basse aspettative economiche. La risposta ai problemi sembra essere semplice: rispettare la natura e difendere ciò che esiste già. Non è mai troppo tardi per iniziare.