La finale della Champions League tra Inter e Manchester City potrebbe sorprendentemente avere un nuovo arbitro, una situazione senza precedenti. Secondo quanto riportato dal Guardian, Szymon Marciniak è stato coinvolto in uno scandalo. Rischia di essere escluso da uno degli eventi più importanti della stagione. Sarebbe un’assoluta novità: non era mai occorso qualcosa di paragonabile.
Le motivazioni della probabile esclusione di Marciniak dalla finale
Il fischietto polacco, considerato uno dei migliori arbitri in attività al mondo, era stato designato per dirigere la partita dopo aver arbitrato anche la finale dei Mondiali. Tuttavia, la sua partecipazione è ora in dubbio. Diverse fonti hanno rivelato che Marciniak ha partecipato a un raduno di estrema destra tenutosi in Polonia, organizzato dal connazionale Mentzen. Le posizioni di questo politico e dei circoli a lui legati sono decisamente preoccupanti sotto diversi punti di vista. Avrebbe infatti affermato apertamente e senza vergogna come il suo partito politico si schieri apertamente contro ebrei, omosessuali, l’aborto, la tassazione e l’Unione Europea. Non certo delle posizioni progressiste, per utilizzare un eufemismo.
La preoccupazione della UEFA
Questo politico polacco è noto per le sue posizioni antisemite, xenofobe e omofobe. La notizia in questione ha immediatamente sollevato preoccupazione presso l’UEFA. Quest’ultima potrebbe prendere una decisione drastica: Marciniak è stato convocato a Nyon per spiegare la situazione, ma è comunque a rischio di pesanti sanzioni che potrebbero escluderlo dall’incarico di arbitro nella finale della Champions League. Il rischio che l’arbitro polacco, nonostante il grande talento, che nessuno desidera mettere in dubbio, possa essere rimosso dall’arbitraggio della finale sembra, in queste ore, molto concreto.
Le motivazioni della presa di posizione
A pochi giorni dalla partita, quindi, tutto potrebbe cambiare in una situazione senza precedenti nella storia del calcio europeo. L’UEFA ha preso le distanze dall’arbitro, evidenziando come i suoi comportamenti e le sue idee siano in netto contrasto con i valori della comunità calcistica. L’episodio in questione risale al 29 maggio scorso, quando l’evento si è svolto nella città di Katowice durante la manifestazione chiamata “Everest”, organizzata dal leader del partito di estrema destra “Konfederacia“. Le suddette posizioni sarebbero inconciliabili con le istanze di cui la UEFA si fa portatrice, come la lotta contro il razzismo e le discriminazioni di ogni sorta.