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Il farmaco per il diabete di tipo 2 è divenuto virale come la “droga di Hollywood” dopo che alcune attrici e influencers lo hanno utilizzato per perdere peso rapidamente. Questo infatti, è il più conosciuto di una classe di farmaci, gli antagonisti del recettore GLP-1, che potrebbero costituire un aiuto enorme alla lotta contro l’obesità nel mondo. L’Ozempic in particolare, è iniettabile settimanalmente, e ha dimostrato, durante test clinici, di poter aiutare a far perdere peso per una percentuale del 15%.

Cos’è l’Ozempic

Come riporta la European Medicines Agency, Ozempic è un medicinale antidiabetico da utilizzare in associazione a dieta ed esercizio fisico per trattare adulti affetti da diabete di tipo 2 non controllato in modo soddisfacente. Ozempic può essere usato in monoterapia (da solo) in pazienti che non possono assumere metformina (un altro medicinale antidiabetico). Inoltre può essere utilizzato in associazione ad altri medicinali antidiabetici. Il suo principio attivo contiene semaglutide, è agonista del recettore GLP-1, ciò significa che agisce alla stessa maniera del recettore, aumentando le quantità di insulina prodotte dal pancreas dopo l’ingestione di cibo. Gli studi hanno dimostrato che Ozempic è efficace nell’abbassare i livelli di glucosio nel sangue e nel ridurre il rischio di complicanze per la salute nei pazienti affetti da diabete di tipo 2.

L’ossessione per il farmaco

Negli ultimi mesi è nata una vera e propria ossessione per questo farmaco, e una gara per accaparrarsi le iniezioni. Il farmaco, infatti, è passato dal mondo della medicina a quello dei social network dopo che si iniziò a diffondere la voce che Kim Kardashian si fosse servita proprio di questo per dimagrire velocemente e poter entrare nel famoso vestito di Marilyn Monroe durante il Met Gala del 2022. Le stesse riviste che criticavano il corpo di Kim, così come quello di altre donne famose, hanno iniziato a chiedersi, dunque, come sia possibile (e in che modo) dimagrire in maniera così sospettosamente rapida. Ovviamente i social network hanno esteso l’ossessione per il farmaco: su TikTok ad esempio, si possono trovare moltissimi video in cui figura l’hashtag Ozempic, tutti con milioni di visualizzazioni, nei quali celebrità e influencer decantano i suoi miracolosi effetti dimagranti.

E’ giusto usare l’Ozempic?

Ovviamente la questione dietro l’uso di questo farmaco è delicata: il diabete è una malattia, così come l’obesità, che affligge milioni di persone, ed è la causa diretta di altre malattie come problemi cardiovascolari. L’uso degli agonisti del recettore GLP-1 dunque rappresenterebbero un punto importantissimo nella lotta contro questo tipo di malattie. Tuttavia, ci si chiede quanto sia moralmente giusto concedere la possibilità di perdere quantità elevate di peso senza il minimo sforzo, con una semplice puntura a settimana, a persone che non soffrono di problemi di salute.

I rischi

Utilizzato in maniera impropria e decisamente pericolosa per dimagrire, l’Ozempic rischia anche di non essere più a disposizione dei malati di diabete. È per questo che l’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) ha inserito l’Ozempic nella lista dei farmaci carenti e in una nota informativa pubblicata sul suo sito ha chiarito: “L’aumento della domanda di Ozempic ha portato a carenze che si prevede continueranno per tutto il 2023. Sebbene la fornitura continui ad aumentare, non è possibile prevedere con certezza quando risulterà sufficiente a soddisfare completamente la domanda attuale”. Inoltre, numerosi dottori concordano nel ritenere inutile l’uso dell’Ozempic, o di farmaci simili, senza che si modifichi il proprio stile di vita e le proprie abitudini alimentari. Così afferma il professor Angelo Avogaro, presidente della Società italiana di diabetologia (Sid): “Usando impropriamente il farmaco può accadere di perdere eccessivamente peso corporeo e ciò non è assolutamente favorevole. Quando si perde troppo peso, laddove non ci sono molti chili in eccesso, si perde anche massa muscolare. Un quadro negativo che porta allo stravolgimento del quadro metabolico nel paziente.”