La Corea del Sud si sveglia più giovane: ecco come cambia il sistema di calcolo dell’età

Oggi più di 51 milioni di abitanti della Corea Del Sud hanno vissuto l’esperienza, a dir poco peculiare, di svegliarsi con uno, o addirittura due, anni in meno. Sembrerebbe un sogno per molte persone, quello di “perdere” qualche anno di età, ma è proprio quello che sta succedendo attualmente nel paese in seguito delle nuove disposizioni normative, per cui i cittadini si sono effettivamente ritrovati tutti più giovani per legge.

Cosa succede in Corea del Sud?

Le nuove disposizioni normative, varate a dicembre e appena entrate in vigore, stabiliscono che “tutte le aree giudiziarie e amministrative” del Paese adotteranno d’ora in poi il sistema dell'”età internazionale“, utilizzato nella maggior parte del mondo, eliminando il divario causato dalla differenza tra età coreana ed età del calendario. Tutti i documenti, da questo momento in poi, dovranno riportare l’età che si basa sulla data di nascita e comincia a contare gli anni dal numero zero. La standardizzazione “ridurrà confusione e controversie sociali“, ha dichiarato Lee Wan-kyu, ministro della legislazione del Governo. E si abbasseranno anche i costi causati dall’adozione del doppio standard di età, come aveva promesso il presidente Yoon Suk-yeol , entrato in carica lo scorso maggio.

I sistemi di calcolo dell’età in Corea del Sud

In Corea del Sud, fino ad oggi, hanno convissuto ben tre sistemi di calcolo dell’età. Quello internazionale, usato nella maggior parte dei paesi, e che coincide con il giorno della nascita ed era usato prevalentemente in contesti formali. L'”età coreana“, invece, usata soprattutto in contesti meno formali, che assegna già alla nascita un anno in più alla persona. In base a questo sistema, nato in Cina, i bambini hanno già un anno nel giorno in cui nascono e ne aggiungono uno ogni primo gennaio. Infine, l’ultima età è quella “del calendario“. Questa parte da zero e aggiunge un anno all’inizio di ogni anno nuovo. Anche con la standardizzazione, i vecchi sistemi saranno ancora utilizzati in alcune circostanze. Ad esempio, nelle scuole: i bambini in genere entrano nella scuola elementare a marzo dell’anno successivo al compimento dei 6 anni (in età internazionale), indipendentemente dal mese in cui cade il loro compleanno. Questo non cambierà, così come saranno mantenute le leggi sui prodotti soggetti a limiti di età come l’alcol o il tabacco che si baseranno sull’anno di nascita di qualcuno, indipendentemente dal mese. Ciò significa che due persone, una nata a gennaio e l’altra a dicembre, sono considerate coetanee e potranno iniziare a “bere alcolici” entrambi dall’inizio dell’anno nuovo (in cui entrambe compiranno 19 anni). Nulla cambia neanche per il servizio militare obbligatorio: le persone sono idonee in base all’anno di nascita.

I problemi legati ai diversi sistemi

Il calendario gregoriano è diventato usanza comune nel Paese dagli anni ‘60 per l’influenza americana. La standardizzazione del calcolo è stata una delle promesse della campagna elettorale dell’attuale presidente, il conservatore Yoon Suk-yeol, eletto lo scorso anno, per evitare caos e inefficienze. Oltre alla confusione nella traduzione del coreano per gli affari economici, il problema del calcolo degli anni era emerso durante la pandemia di Covid-19, quando la popolazione era confusa su quale vaccino fare in base alla propria fascia di età. L’unificazione del metodo di calcolo si applicherà dunque alle diverse aree amministrative e giudiziarie. Se, certamente, alcuni continueranno a seguire il sistema tradizionale, secondo un recente sondaggio, l’86,2% degli intervistati ha affermato che passerà all’età internazionale.