Parte delle rocce dei Campi Flegrei hanno raggiunto una deformazione tale da essere più vicine alla rottura. Uno studio sull’area vulcanica della Campania condotto dall’University College London e dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) si è servito di un modello sulla fisica della rottura delle rocce per interpretare i recenti terremoti e il sollevamento del suolo dei Campi Flegrei. L’allarme è stato diffuso in questi giorni, e ha fatto il giro del mondo, finendo per essere riportato sulle testate più famose, e persino sui tabloid come il The Sun.
Il vulcano a rischio eruzione
Lo studio, pubblicato sulla rivista Nature, mette in allarme sulla possibile eruzione di un vulcano italiano che ospita mezzo milione di persone. Si tratta del supervulcano dei Campi Flegrei, situato nel golfo di Pozzuoli, vicino a Napoli: secondo il coautore dello studio, Stefano Carlino, il vulcano si trova attualmente in uno stato “estremamente pericoloso“. Quest’ultimo infatti, ha eruttato l’ultima volta nel 1538, ma ora è più che mai a rischio di rottura, tanto che le autorità locali hanno già stabilito un piano di evacuazione e i livelli di rischio vengono rivisti mensilmente.
Cosa sta succedendo?
Nello studio, intitolato proprio “Potential for rupture before eruption at Campi Flegrei caldera“, gli scienziati hanno riferito che “parti del vulcano si sono allungate quasi fino al punto di rottura”. Infatti, dal 2019, il numero di piccole scosse è gradualmente aumentato, facendo aumentare di conseguenza la pressione sulla crosta del vulcano. Solo ad aprile sono state registrate 600 di queste vibrazioni. Anche il livello del suolo circostante si è alzato. Secondo il rapporto, la città balneare di Pozzuoli si è alzata di quasi quattro metri dagli anni Cinquanta. Inoltre i terremoti e il sollevamento del suolo sono cumulativi: ciò significa che un’eruzione potrebbe non essere anticipata da un aumento significativo dell’attività. La conclusione degli scienziati argomentata su Communications Earth & Environment è che l’accumulo di deformazione in alcune parti del vulcano ha reso le rocce più fragili (cioè meno elastiche) e quindi, di conseguenza, più inclini a rompersi. Questa situazione potrebbe portare alla formazione di fratture che dalla zona profonda della caldera arrivano in superficie, e creare quindi condizioni più favorevoli a un’eruzione. È la prima volta che questo tipo di modello viene applicato su un vulcano in tempo reale.
Cosa sono i Campi Flegrei?
L’area indicata come Campi Flegrei è una depressione di circa 12 km di diametro punteggiata di crateri vulcanici che si estende dalla collina di Posillipo a Monte di Procida, con un bordo sommerso nel golfo di Pozzuoli. È quella che si definisce una caldera, ovvero una conca formata da due grandi collassi dei serbatoi di magma avvenuti 39.000 e 15.000 anni fa, nelle due più imponenti eruzioni del vulcano. Anche se attualmente non c’è attività eruttiva, i Campi Flegrei registrano però una continua attività vulcanica di fondo con frequenti terremoti di lieve entità provocati dalla deformazione del suolo. L’area è attentamente monitorata anche perché si estende su una vasta area a ovest del capoluogo campano: 500.000 persone vivono nella sua zona rossa, l’area a più alto rischio designata dall’Agenzia di Protezione Civile italiana. Altri 800.000 residenti si trovano invece nella zona gialla.
Cosa succede se il vulcano Campi Flegrei erutta?
In caso di eruzione, le autorità locali hanno già predisposto un piano di evacuazione. Questo prevede che i residenti vengano allontanati dall’area con mezzi privati o pubblici entro tre giorni. Inoltre, soltanto pochi giorni fa, venerdì 16, a Bagnoli, quartiere partenopeo non distante da Pozzuoli, l’INGV ha tenuto un convegno per fare il punto della situazione. I livelli di rischio verde, giallo, arancione e rosso vengono rivisti mensilmente. “Il livello di allerta a Pozzuoli è attualmente giallo”, ha dichiarato all’AFP Giordana Mobilio, portavoce del Comune. I residenti locali ricevono anche avvisi via SMS in caso di scosse di magnitudo 1,5 o superiore sulla scala Richter.