NEW YORK – Bionda, occhi chiari, solare, bianca e irlandese. E poi quei suoi commenti forse un po’ troppo melodrammatici ma da “giovane guerriera” dei liberal americani. La giovane è sempre in polemica con tutti, ed è diventata popolarissima scrivendo tweet contro la Corte Suprema, Trump, DeSantis, in difesa dell’aborto, di Black Lives Matter. In appena otto mesi Erica Marsh è diventata una influencer progressista su Twitter, seguita da più di 130mila follower. Tuttavia il Washington Post ha scoperto che molto probabilmente Erica non esiste, e adesso ci si interroga sulle motivazioni di questa strana trovata.
Chi è Erica Marsh?
È stata particolarmente popolare tra i conservatori, che l’hanno promossa come un simbolo perfetto e comico di quanto possano essere eccessivamente teatrali e insensati i liberali . Il suo tweet a proposito della Corte Suprema è stato visto ben più di 27 milioni di volte. Il 29 giugno, Erica Marsh ha utilizzato il suo account Twitter con il nome utente @ericareport, parlando di come la Corte Suprema debba incorporare “programmi basati sull’azione affermativa” per garantire che i neri possano avere successo. Il tweet in questione diceva: “La decisione odierna della Corte Suprema è un attacco diretto ai neri. Nessuna persona di colore sarà in grado di avere successo in un sistema basato sul merito, motivo per cui sono necessari programmi basati sull’azione affermativa. La decisione di oggi è uno SCHERZO!!!” Immediatamente dopo la pubblicazione, il tweet aveva accumulato oltre 13 milioni di visualizzazioni e oltre 7000 Mi piace.
L’account è probabilmente un fake
C’è solo un problema: probabilmente il suo è un account fake. Lo pensano moltissimi utenti su Twitter, come l’utente @leahmcelrath che ha affermato che l’avatar utilizzato nell’account era probabilmente “generato dall’IA”. L’utente della piattaforma @April_Sassy ha commentato presumendo che l’account fosse in realtà gestito da un conservatore che finge di essere un liberale. La “democratica orgosgliosa” di Washington DC, come ella stessa si definisce sul suo profilo Twitter, non compare infatti in nessun elenco telefonico locale o in nessun registro delle votazioni. La campagna presidenziale di Biden, dove ha affermato di aver lavorato come organizzatrice sul campo, non ha traccia di lei; nemmeno la Fondazione Obama, dove ha affermato di essersi offerta volontaria
Il suo unico altro profilo noto sui social media, su TikTok, pubblica solo copie dei suoi tweet ma non ha mai incluso il suo discorso o il suo volto. E un esperto di immagini digitali ha affermato che i tre presunti selfie che ha pubblicato su Twitter – che mostrano una giovane donna bionda e sorridente – portano i tratti distintivi della manipolazione digitale. Dopo che il Washington Post ha sollevato la questione sull’account con i dipendenti del Dipartimento di sicurezza di Twitter, l’account è stato sospeso domenica per motivi sconosciuti. Twitter non risponde ufficialmente alle richieste di commenti. L’account di Marsh (anche lei non disponibile a un confronto) non ha più twittato da allora.
Le possibili motivazioni di questa trovata
L’account di Marsh tendeva a pubblicare messaggi così polarizzanti e incendiari che i lettori non potevano fare a meno di rispondere, aumentando la visibilità sul suo profilo, una tattica nota come “rage baiting”. La strategia è stata messa in atto nel modo più famigerato dai troll legati al governo russo per suscitare angoscia e caos durante la campagna presidenziale degli Stati Uniti del 2016. Ma è anche uno strumento comune per gli imbroglioni e gli opportunisti che cercano di ridicolizzare i loro oppositori politici o semplicemente di beneficiare dell’attenzione di una base di seguaci numerosa e impegnata.