“N0 agli zainetti dell’esercito!“, “le aule non sono una caserma”.
Questi sono alcuni degli slogan che circolano sui social media da quando la nota catena di giocattoli “Giochi preziosi” ha annunciato la nuova linea di zaini in vista del back to school di Settembre. Accanto alle cartelle di Barbie, Turtles o Spongebob, la nota azienda ha scelto di sponsorizzare l’Esercito italiano, Alpini e Folgore con frasi del calibro di “Tutti sull’attenti” e “Per sentirsi in missione”. Come se, invece di andare a scuola, ci si preparasse ad andare in guerra.
Reagisce subito l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e dell’università.
“Deve essere chiaro, – spiegano dall’Osservatorio – che le finalità educative della scuola sono assolutamente inconciliabili non solo con la presenza dei militari nelle nostre aule, ma anche con tutto un linguaggio di stampo militare che nulla ha a che vedere con le attività didattiche quotidianamente portate avanti da docenti e alunni. Chiediamo inoltre a genitori, studenti e studentesse di non acquistare i suddetti zaini scolastici che rievocano nella memoria collettiva il periodo più buio del nostro recente passato”. E prosegue: “presentare le attività scolastiche come missione lascia presupporre, infatti, una pericolosa frana culturale che trasforma la scuola in caserma e gli alunni e le alunne in militari in erba”.
L’invito è dunque a un vero e proprio boicottaggio dell’azienda, seguito dalla sollecitazione a postare sui social media foto con hashtag come #nogiochipreziosinogiochidiguerra e #boicottaggiogiochipreziosi.
La città di Verona accoglie subito l’invito e si prepara al sit-in di protesta del 13 settembre 2023 contro l’azienda distributrice degli zaini. E a prendere posizione è anche Tonio Dell’Olio, esponente di punta dell’antimilitarismo cattolico, che si appella all’obiezione di coscienza.
Ma condivisibili risultano soprattutto essere le motivazioni etiche dell’osservatorio quando afferma che “una campagna pubblicitaria del genere sembra andare di pari passo con il dilagare nelle nostre scuole e sull’intero territorio nazionale di quella cultura della difesa che interpreta la funzione delle forze armate in maniera parziale omettendo sistematicamente di ricordare quella che è la vera missione di tutti gli eserciti, ovvero fare la guerra”.
In poche parole l’invito al boicottaggio nasce da un messaggio chiaro: l’intento della scuola è educare alla sensibilità e istruire affinché gli uomini possano convivere tra loro civilmente e ricercando il meglio. Non incentivare, subdolamente, alla guerra.
L’Osservatorio richiama poi al Codice etico dell’azienda secondo il cui articolo 1 recita:
“ll gruppo Giochi Preziosi opera altresì nell’ambito dei principi posti a tutela della libertà e dignità dell’uomo dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani dell’ONU (Organizzazione delle Nazioni Unite)”; facciamo altresì presente che la Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza (approvata dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite il 20 novembre 1989, ratificata dall’Italia con legge del 27 maggio 1991, n. 176) nel preambolo afferma la necessità di “preparare pienamente il fanciullo ad avere una sua vita individuale nella società, ed educarlo nello spirito degli ideali proclamati nella Carta delle Nazioni Unite, in particolare in uno spirito di pace, di dignità, di tolleranza, di libertà, di uguaglianza e di solidarietà”.
A fronte di ciò il post di sponsorizzazione degli zaini è stato rimosso.
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