Mondiali 2030: quale sarà la mascotte? Tutti sperano di rivedere Naranjito: la storia della mascotte di Spagna ’82

Nel 2030 la Spagna ospiterà nuovamente, o meglio dire sarà tra le sedi, di una nuova Coppa del Mondo di calcio.

L’inaugurazione avrà luogo oltre i mari (così come le prime gare, programmate in Sud America). Per questa ragione questa volta non sarà il Camp Nou di Barcellona il luogo dove si svolgerà la cerimonia, come quella che il 13 giugno 1982 apriva l’evento più importante che si fosse svolto in Spagna nel corso della storia fino a quel momento: la Copa Mundial de la FIFA ’82.

Quell’anno a vincere i mondiali fu il nostro paese, che sconfisse con un 3-1 la Germania Ovest in finale e conquistò il suo terzo titolo mondiale.

Ma se chiedete a uno spagnolo cosa ricorda di quel mondiale probabilmente vi risponderà con una sola parola: Naranjito.

Per chi non lo sapesse Naranjito fu la mascotte della Coppa del Mondo di quell’anno ed era semplicemente un’arancia, frutto tipico della zona di Valencia, Murcia, Siviglia e altre città andaluse, vestita con l’uniforme della nazionale di calcio spagnola e con un pallone sotto il braccio sinistro.

La storia di Naranjito e le accuse di plagio

Naranjito era nato, in realtà, nel 1970, figlio dell’ingegno di María Dolores Salto e José María Martín Pacheco, nella sivigliana agenzia pubblicitaria Bellido, e il suo arrivo al concorso indetto dal Comitato organizzatore mondialista fu quindi un fortunato riciclaggio: vestì l’agrume con i colori della nazionale spagnola, gli mise una palla sotto il braccio e gareggiò contro circa 600 concorrenti.

A tale proposito, Martín Pacheco ha osservato:

“Ho visto le arance e mi sono chiesto perché no? Volevo evitare il toro e il tamburello come mascotte dei Mondiali. Hanno dato un milione di pesetas a me e all’agenzia; poi, la Federazione ha venduto i diritti a una società di merchandising per 1,4 miliardi. Anche se la sua presentazione come mascotte ha generato più commenti negativi che elogi a causa del suo povero design e della pessima simmetria, con il passare del tempo è stato accettato per il suo significato piuttosto che per il suo aspetto”.

La mascotte spagnola fu anche al centro di una polemica poiché, dopo aver vinto il concorso prima della Coppa del Mondo, il creatore di Naranjito fu accusato di plagio.

In primo luogo da una creatrice di una società chiamata Lolo Rico, che ha assicurato che c’era un altro personaggio con lo stesso nome e in seconda istanza per la sua somiglianza con la zucca Ruperta, ma nessuna condanna è mai stata pronunciata ufficialmente.

Nonostante le polemiche, la piccola arancia divenne ancora più famosa dopo che fu scelta come protagonista di una serie animata trasmessa nel 1981 da Radio Televisión España, con 26 episodi di 20 minuti ognuno.

Nelle sue avventure Naranjito era accompagnato da altri personaggi, come la sua fidanzata, il mandarino Clementina, suo cugino, il limone Citronio e il suo amico, il robot pera Imarchi. Tra i personaggi antagonisti c’erano Zruspa e i suoi figli, i Cocos.

Quel 13 giugno, nonostante tutte le polemiche e i problemi del caso, il mondiale era arrivato. L’Italia si aggiudicò il titolo, ma Naranjito si contende con Zoff, Rossi e Antognoni (per citare tre dei campioni del mondo) il merito di essere il personaggio più ricordato di quel mondo ormai lontano.

Alla cerimonia inaugurale del Qatar 2022, Naranjito ha calpestato di nuovo un prato (assieme a tutte le altre mascotte mondiali). Quale sarà la mascotte in occasione del Mondiale 2030?  Attendiamo aggiornamenti, ma, nel frattempo, in molti  sperano di rivedere ancora quella piccola arancia che entrò nel cuore degli spagnoli.