La storia delle cugine della Regina Elisabetta, rese “fantasmi” dalla famiglia reale perché malate

Le malattie genetiche sono particolarmente temute tra gli aristocratici e spesso sono dovute ai matrimoni fra consanguinei. Spesso le conseguenze possono saltare intere generazioni per poi ripresentarsi in seguito o colpire solo alcuni discendenti.

Era il 1987 quando per la prima volta emerse lo scandalo riguardante la famiglia reale inglese: due delle cugine prime di Elisabetta II avevano deficienze di tipo psichico e vennero dichiarate morte pur essendo vive.

Le cugine nascoste della Regina erano state ricoverate in un istituto psichiatrico istituito nel 1847 e particolarmente legato alla famiglia reale inglese, dopo che la Regina Vittoria stanziò una somma importante per permettere l’ampliamento dell’edificio.

Le due erano Nerissa Bowes-Lyon, nata il 18 febbraio 1919 e Katherine Bowes-Lyon, nata il 4 luglio 1926 e appunto erano le cugine di primo grado della Regina, essendo il loro papà fratello di Lady Elizabeth Bowes-Lyon, Regina Madre.

Entrambe nacquero con gravi disabilità di apprendimento e intellettive e, per questo motivo, non impararono mai a parlare.

Le sorelle furono abbandonate e lasciate ai margini della famiglia reale fino al momento della loro morte

Nel 1941 quando Nerissa aveva 21 anni e Katherine 15, la madre Fenella, vedova ormai da 10 anni, decise di ricoverarle all’ospedale a favore di cui la regina Vittoria aveva fatto un grande investimento, l’Earlswood Hospital a Redhill, un istituto psichiatrico situato nel Surrey. Non è chiaro il perché della decisione ma, probabilmente, la scelta della madre di rinchiudere le figlie in un istituto era stata presa per evitare che la loro presenza tra i membri di famiglia reale gettasse discredito sulla Corona e fosse motivo di imbarazzo e vergogna.

Da quel momento furono come fantasmi. Non si ebbe alcuna notizia su di loro fino al 1963, quando il “Burke’s Peerage”, il periodico che informava sullo stato della Famiglia Reale, annunciò che Nerissa e Katherine erano morte, rispettivamente nel 1940 e 1961. 

Tuttavia fu solo nel 1987 che si scoprì la verità riguardante le cugine nascoste della regina Elisabetta: Katherine era ancora viva (morirà nel febbraio del 2014 all’età di 87 anni) e Nerissa era morta solamente l’anno precedente( all’età di 66 anni).

Quello che non è chiaro è il perché la cugina della Regina continuò a vivere isolata dal resto della famiglia anche se la sua storia era ormai stata resa pubblica.

Entrambe le sorelle morirono infatti in solitudine nei diversi ospedali, non ricevettero mai visite da parte della famiglia. Le loro tombe sono identificate da due semplici croci e addirittura la croce di Nerissa non porta nemmeno il suo nome scritto sopra.

Quel che è certo è che, quando Nerissa e Katherine erano ancora bambine, in un’Europa in cui si rincorreva l’ideale della purezza razziale , la disabilità mentale rappresentava era un qualcosa da stigmatizzare. In un certo senso dunque, era giusto isolare un bambino che mostrasse ritardi o deficit cognitivi perché frutto di un concepimento scandaloso conseguente alle pratiche sessuali promiscue dei genitori. Vittime di una società che non riusciva a fare i conti con se stessa, i malati mentali erano destinati a soffrire in silenzio.