Vovan e Lexus, chi sono i comici russi dello scherzo telefonico a Giorgia Meloni

Dopo Angela Merkel, l’ex presidente francese François Hollande, il presidente turco Recep Tayyip Erdogan e il principe Harry è toccato alla nostra Giorgia Meloni essere la vittima di uno degli scherzi telefonici di Vovan e Lexus.

Per chi ancora non li conoscesse Vovan e Lexus sono due comici russi che da anni si beffano delle personalità più eminenti della politica e dello spettacolo attraverso scherzi telefonici che hanno ottenuto e continuano ad ottenere un enorme successo.

In particolare i due divennero famosi in seguito a uno scherzo a Elton John in cui finsero di essere Vladimir Putin e il suo interprete interrogando il cantante sui diritti della comunità LGBTQ+ in Russia, proprio subito dopo l’approvazione della legge contro la propaganda Lgbt di fronte ai minori.

Elton Jhon fu pero un’eccezione dato che, almeno inizialmente, Vovan e Lexus mietevano vittime soprattutto tra le celebrità russe. Solo dopo qualche anno uscirono dai confini nazionali, arrivando perfino a chiamare gli ex senatori statunitensi Jhon McCain e Bernie Sanders.

I due hanno anche vestito i panni dell’attivista svedese Greta Thunberg ingannando così, secondo quanto riportato dalla BBBC, anche il principe Harry e perfino Donald Trump.

Ma la lista non finisce qui, inclusi sono anche Gorbacev, il presidente bielorusso Alexander Lukashenko e Erdogan, che nel 2016 aveva creduto di parlare con i politici ucraini Poroshenko e Yatsenyuk.

Nella trappola, come abbiamo accennato, è finita anche la nostra Presidente del Consiglio, colta di sorpresa in una chiamata con un finto alto funzionario dell’Unione Africana.

A tal proposito, in un comunicato ufficiale, l’Ufficio del Consigliere diplomatico di Giorgia Meloni ha affermato: “Ci rammarichiamo per essere stati tratti in inganno da un impostore che si è spacciato per il Presidente della Commissione dell’Unione Africana e che è stato messo in contatto con la Presidente”.

Vovan e Lexus: comici o spie?

Differentemente da quello che potremmo pensare, Vladimir Kuznetsov e Aleksei Stolyarov, questi i loro nomi reali, non sono dei comici come gli altri.

33 anni il primo, 32 il secondo, hanno entrambi alle spalle una carriera universitaria. In particolare Vladmir ha una laurea in legge e trascorsi da giornalista, mentre Aleksei è laureato in economia e “ha lavorato con contratti statali per organizzazioni commerciali” riferisce il quotidiano Meduza, con sede a Riga.

Dal 2016 i due comici conducono insieme una trasmissione televisiva comica definita appunto “Zvonok (“La chiamata”) su Ntv, ma da tempo alcuni sostengono si tratti in realtà di una copertura.

Tra le varie teorie vi è quella secondo cui sarebbero al servizio di un preciso progetto politico: spie russe sotto copertura.

Accuse più volte respinte dai due ma che non hanno convinto la società di cybersicurezza americana Proofpoint che già nel 2021 ha assegnato ai due il nome in codice TA-499, proprio come si usa fare con le cyberspie.

Le accuse si fonderebbero soprattutto sul fatto che le vittime delle loro chiamate fanno spesso parte di coloro che sono all’opposizione del governo Putin.

Ma non solo.

Molti sospettano della facilità, non giustificata, con cui riescono a mettersi in contatto con i leader mondiali.

A tal proposito Zydeca Cass, specialista in criminalità informatica dell’Europa orientale per Proofpoint, afferma: “Riescono a ottenere in modo rapido informazioni verificate e dal 2014 , con l’annessione della Crimea alla Russia, hanno cominciato a prendere di mira sempre più personalità internazionali”.

Mentre Stephen Hall, specialista in politica russa all’Università britannica di Bath, sostiene: “Lo scopo di queste chiamate è chiaramente quello di far dire cose compromettenti o rivelare informazioni sensibili. Si tratta di una vera e propria battuta di pesca d’informazioni, che si è ulteriormente intensificata con l’aumento delle tensioni tra Mosca e Kiev e poi con l’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina nel febbraio 2022″.

Al momento non ci sono prove schiaccianti sulla loro vicinanza al Cremlino, ma per Stephen Hall “deve necessariamente esserci un legame con qualcuno al Cremlino perché questi hanno comunque numeri di telefono o contatti a cui i comuni mortali non hanno accesso”.

D’altra parte i due comici hanno da sempre affermato che lavorano “solo per se stessi”. In un’intervista del 2016 a La Repubblica dichiararono: “Che qualcuno ci aiuti a trovare i numeri è lecito. Ma siamo noi a scegliere. E poi che male c’è a essere patriottici?”.