Questa settimana il Time ha dedicato la copertina al presidente ucraino Zelensky ma in un ottica completamente opposta a quella di qualche mese fa.

“Nessuno crede nella nostra vittoria come ci credo io. Nessuno”, questo il titolo. Più in basso, in caratteri più piccoli: “La battaglia solitaria di Volodymyr Zelensky“.

Cosa è cambiato?

Sono trascorsi ormai 20 mesi dall’inizio della guerra e lo scenario internazionale non è più lo stesso, così come l’umore interno.

Simon Shuster, autore del servizio, facendo riferimento a delle fonti non meglio identificate, descrive un presidente “stanco ed esasperato“. Aggiunge poi:” Si sente tradito dagli alleati occidentali che lo hanno lasciato senza i mezzi per vincere ma solo con i mezzi per sopravvivere”.

Nel recente intervento negli Stati uniti lo stesso Zelensky ha dichiarato: “La cosa più spaventosa è che una parte del mondo si è abituata alla guerra in Ucraina. La stanchezza della guerra scorre come un’onda. La vedi negli Stati Uniti, in Europa. Tutto diventa come uno spettacolo. Come se il mondo dicesse: “Non posso guardare questa replica per la decima volta”.

Ed è vero, come spesso accade anche la guerra in Ucraina è ormai una guerra dimenticata, una guerra a cui ci siamo abituati e che fa da sottofondo alle nostre vite, soprattutto in seguito all’attacco di Hamas in Israele che ha preso il posto sulle prime pagine dei giornali.

Lo stesso comandante delle forze armate, Valery Zaluzhny, non ci crede più. O meglio, non crede che “Ci sarà un’avanzata impetuosa e splendida”.

In un’intervista all’Economist afferma infatti che l’unico modo affinché l’Ucraina possa veramente vincere la guerra è attraverso un cambio di strategia, perché quella attuale sta fallendo.

Combaciano perfettamente con questo quadro le parole dell’ex portavoce di Zelensky Alexey Arestovich che, approfittando del calo di popolarità del presidente, lo attacca con parole forti addirittura accusandolo di essere “un dittatore“.

Egli rivela il suo progetto di candidarsi alle elezioni. La sua proposta? Dare a Putin ciò che vuole e entrare nella Nato con l’80% del territorio, il restante 20% sarebbe lasciato a sorti non meglio precisate.

Dopo tali esternazioni, che egli definisce far parte del “piano Kissinger“, non sorprende che sia stato accusato di essere un collaboratore del Cremlino e traditore della patria.

Già a inizio Ottobre il deputato della Verkhovna Rada, Oleh Dunda, aveva affermato che Oleksiy Arestovych era un soggetto pericoloso, addirittura definendolo come “un uomo che sta cercando di essere più russo dei russi stessi”.

Contro l’ex portavoce è stata anche aperta un’indagine in seguito alle numerose denunce di Inna Sovsun, deputato della Verkhovna Rada dell’Ucraina, in seguito al discorso di Arestovich del 25 Settembre in cui affermava: “Le donne sono creature che si vogliono offendere e strangolare senza fermarsi. Loro dovrebbero guardare a un uomo come a un idolo”.

Ma chi è in realtà Alexey Arestovich?

Attore, blogger, politico e militare, nonché appassionato di teologia e esoterismo, Alexey è un personaggio complesso alla costante ricerca di una “mitizzazione” della sua persona.

Nelle fasi iniziali della guerra la sua popolarità salì alle stelle . Grazie alla sua perfetta tecnica oratoria, riuscì a guadagnarsi la fiducia dei suoi ascoltatori tanto che secondo un sondaggio di KIIS egli era il personaggio più influente del paese dopo il Presidente. Conquistò il secondo posto, sempre dopo Zelensky, anche come miglior leader dell’opinione pubblica ucraina.

Dopo l’incarico come consigliere per la politica dell’informazione nel 2020, assume il ruolo di portavoce di Zelesnky ma in seguito a delle sue dichiarazioni controverse, è stato costretto alle dimissioni nel Gennaio 2023.

Tra tutte quella che scatenò le maggiori polemiche fu l’affermazione secondo cui un missile russo Kh-22 aveva distrutto un edificio residenziale a più piani a Dnipro dopo essere stato colpito da un contrattacco della difesa aerea ucraina. La Russia non esitò ad approfittarne e qualche giorno dopo l’addetto stampa di Putin, Dmitry Peskov, dichiarò che la spiegazione di Arestovych su quanto accaduto a Dnipro era plausibile, attribuendo la colpa della distruzione all’Ucraina.

Oggi dunque, a seguito delle sue numerose oltraggiose dichiarazioni, da che era considerato un leader è diventato una figura tossica, da eliminare. Tanto da essere inserito nell’elenco dei “nemici dell’Ucraina” sul sito web Myrotvorets.