Marijuana legale in Thailandia, inversione ad U del Governo: ecco come stanno le cose

La legalizzazione della cannabis in Thailandia è avvenuta poco più di un anno fa, comportando un notevole aumento di punti vendita in molte zone turistiche e frequentate della capitale Bangkok e del Paese nella sua totalità. La nuova coalizione conservatrice al vertice dell’esecutivo da settembre 2023, capeggiata dal partito Pheu Thai, è determinata, al contrario, a mettere la cannabis nuovamente al bando.

Le ragioni di Pheu Thai risiedono nel fatto che, a seguito del lancio di una sua campagna contro l’uso ricreativo dell’erba, si è rilevato che questa è fortemente nociva per la salute, potendo causare problemi di dipendenza e di abuso, soprattutto tra le fasce più giovani della popolazione. Dal canto suo, Anutin Charnvirakul, vice primo ministro nonché ex ministro della Sanità nel precedente governo, è convinto, pur non sostenendone l’uso ricreativo, che la legalizzazione è un toccasana per il rilancio incentivo dell’economia rurale del Paese e, allo stesso tempo, la soluzione al problema del sovraffollamento delle carceri.

Il giorno in cui la legge sulla legalizzazione è entrata in vigore sono stati rilasciati più di 3.000 condannati per cannabis, più di un milione di cittadini ha ottenuto le licenze per coltivarla, più di 6.000 dispenser  hanno fatto la loro comparsa, tra cui anche quelli dotati di inadeguati controlli di qualità e, infine, il settore del “turismo dell’erba” ha sostenuto un’inarrestabile impennata, che nel 2030 potrebbe registrare un valore di ben 336 miliardi di baht (8,7 miliardi di euro), rispetto agli attuali 28 miliardi di baht tailandesi (728 milioni di euro).

Thailandia, il nuovo governo pensa ad una normativa contro l’uso della cannabis

Ciononostante, alcune norme sono già entrate in vigore per limitare l’uso della cannabis: è vietato sia fumare sia svapare nei luoghi pubblici e un’infrazione può comportare pagare una multa di 25.000 baht (650 euro). Tutto ciò che invece costituisce un “fastidio” è incerto, dato che specialmente nella capitale è noto che gli agenti della polizia ne approfittano, ricattando ed estorcendo denaro ai turisti colti sul fatto a trasgredire la legge.

I turisti sono stati inoltre avvisati di non trasportare marijuana negli altri Paesi dell’area, poiché è ancora totalmente illegale. Singapore, per esempio, ha varato alcune delle normative sulla droga più severe al mondo, che prevedono l’arresto dei suoi cittadini qualora facessero uso di droghe anche al fuori dei confini nazionali.

Mentre la Thailandia attende, perciò, l’esito dei cambiamenti derivanti dalla nuova compagine governativa thailandese, i negozi di erba rimangono al momento ancora aperti sia in tutte le strade della città di Bangkok sia nelle aree del Paese del sud-est asiatico più periferiche.