Per quanto riguarda, invece, il suo percorso nella danza, si può sostenere che sia iniziato precocemente all’età di 8 anni, quando venne ammessa nella prestigiosa scuola della Scala, sotto la guida di Esmée Bulnes, conseguendo alla fine dei suoi studi il diploma nel 1969. Il suo percorso nel corpo di ballo del Teatro La Scala la vede avanzare gradualmente prima come solista nel 1972 e poi come prima ballerina nel 1977, per raggiungere, infine, l’apice della sua carriera nel 1986, quando venne insignita del titolo incredibilmente prestigioso di étoile.

La sua carriera sotto i riflettori sul palco, ma anche fuori

Tra le sue performance più memorabili, spicca tra tutte “La strada” di Mario Pistoni, accompagnata dalle musiche di Nino Rota, ma nel suo repertorio figurano anche ruoli classici e contemporanei, come “Giselle”, “Coppelia”, “Lo Schiaccianoci”, “Miss Julie” di Birgit Cullberg e “La bisbetica domata” di John Cranko.

Il suo curriculum si espanse in un secondo momento, diventando direttrice artistica del Balletto di Milano. Ma non è finita qui. Oltre al suo successo nel mondo del balletto classico, Oriella Dorella si è cimentata anche in altri settori nel corso degli anni. Nel 1979, ha prestato il volto per la pubblicità del detersivo per piatti “Sole Piatti e nel 1999 ha pubblicato un libro su “Il lago dei cigni” rivolto ai più giovani e illustrato da Cristina Rinaldi. Nel 1982, ha perfino posato per la copertina di Playboy.

Ha partecipato sia a programmi televisivi, come Fantastico nel 1982, sia alle fiction “Grandi domani” nel 2005 e “Non smettere di sognare” nel 2009 e nel 2011. Dal 2019, invece, Oriella Dorella ha assunto il ruolo di tutor nel programma di Rai 2 “Detto Fatto”, affiancando la collega, Bianca Guaccero, nella suddetta trasmissione televisiva.

L’ultimo progetto, infine, che la vede coinvolta risale a novembre 2023. “Pollicino sognatore” è stato girato nella Sala Alba di Villa Gonzaga di Olgiate Olona ed è stato ideato dall’artista Mario Voria, con lo scopo di fornire una riflessione sull’infanzia violata attraverso la combinazione di fotografia, danza e musica.