Esteri

Cos’è il “soffio del diavolo”, la droga che uccide su Tinder?

In Colombia pericolo app di incontri. I decessi “sospetti” di ben otto americani a Medellín tra novembre e dicembre 2023 ha indotto l’ambasciata statunitense a raccomandare ai suoi cittadini di non fare uso delle app di incontri nel Paese latinoamericano. Il 28enne Omer Bloch, “nomade digitale”, è uno degli esempi più recenti di turisti, caduti nella trappola. Lui stesso ha raccontato che nel 2021, dopo un’uscita fissata a Medellín tramite Tinder, tornò a casa assieme all’incantevole donna e bevvero una birra. Il giorno successivo, tuttavia, si svegliò, realizzando di non avere più i suoi averi. La donna ne aveva approfittato per drogarlo, derubarlo e, infine, cancellargli la memoria.

“Era difficile alzarmi dal letto. Era come se fossi ubriaco. Sono andato alla mia scrivania e ho notato che il mio iPad non c’era più (…), ha preso anche il mio portafoglio e le mie carte di credito. Almeno ha lasciato la mia computer”, dichiara l’uomo d’affari. La famiglia di Bloch lo portò in ospedale, dove vennero localizzate tracce di scopolamina, estratta dalla pianta Brugmansia, nota come “borrachero o soffio del diavolo” per i suoi effetti psicotropi.  Nonostante detta sostanza sia proibita in Colombia, l’albero è ampiamente diffuso sull’intero territorio, compreso nelle aree urbane.

Tecniche di estrazione e reazioni del nostro corpo alla sostanza incriminata

I criminali estraggono la scopolamina dai semi neri dei frutti dell’albero e la diluiscono in sordina nelle bibite dei malcapitati. “Ci sono persone che possono sentirsi sonnolenti (quando lo consumano). Altri possono avere amnesia (…). C’è anche tachicardia, ipertensione e convulsioni”, avverte Diana Pava, tossicologa del gruppo di ricerca sulle sostanze psicoattive dell’Università Nazionale. A dosi elevate e combinata con l’alcol può risultare letale. Inoltre, afferma Pava, è difficile rintracciare la scopolamina, siccome il nostro organismo la elimina in tempi incredibilmente rapidi.

Il numero di stranieri che visitano Medellín è incrementato da 212.000 nel 2015 a 1,4 milioni nel 2022. Ma le morti violente “aumentano con l’aumento del numero di visitatori”, afferma William Vivas, difensore dei diritti umani presso l’ufficio del sindaco locale. L’ente stesso ha rilevato che le vittime straniere nel 2023 sono state esattamente 32, ben il 7% in più rispetto all’anno precedente. Nel 2022, la Procura ha indagato su 82 casi di vittime straniere, morte a seguito di “furto con sostanza tossica”.

A dimostrazione di ciò, uno dei turisti americani, Tou Ger Xiong, è stato rapito e, in secondo luogo, ucciso l’11 dicembre, in seguito a un appuntamento con una donna conosciuta online. “Avrei potuto benissimo essere io”, dice sollevato Bloch, il quale, sebbene la spiacevole esperienza, continua a vivere a Medellín.

Giada Feregotto

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