Tomas Frannchini alpinista morto
Tomas Franchini, un noto alpinista italiano originario di Madonna di Campiglio, è famoso per le sue scalate in solitaria e per le sue imprese audaci. Recentemente, è stato dato per disperso durante una spedizione sul Monte Cashan, nella Cordillera Blanca in Perù. Franchini, insieme al collega Cristobal Señoret, ha incontrato una situazione pericolosa quando una cornice di neve è crollata. Non si hanno sue notizie dal 2 giugno 2024 e le squadre di soccorso locali, insieme alle autorità peruviane, stanno attivamente cercando di ritrovarlo.
La sua scomparsa ha sollevato grande preoccupazione nella comunità alpinistica e tra i suoi sostenitori, che sperano tutti in un suo ritrovamento sicuro.
Purtroppo, le speranze si sono infrante stamattina, 4 giugno, quando è stato ritrovato il corpo senza vita di Tomas Franchini.
È stato il fratello a dare la notizia attraverso un post sui profili social, queste le sue parole: “Sei andato a fare compagnia al nostro amico Franz che ci diceva “siete fatti per arrampicare assieme e solo voi due” Uniti eravamo invincibili ma ci siamo separati, le cose facili non ci sono mai piaciute… Ora piango e sento un vuoto, ho voglia di toccarti, non potrò mai più farlo, mi manca il respiro.
I soccorritori han fatto fatica a trovarti perché guardavano per terra, dovete guardare in cielo, lui ora è la ciablina magra che vola, dovete guardare lì, non dovete guardare giù… Hai vissuto poco ma hai lasciato il segno. In montagna eri il migliore di tutti, con margine.”
Tra le sue imprese più notevoli, Franchini ha effettuato l’ascensione in solitaria della parete est del Lamo She (6070 metri) in Cina nel 2019. Questa scalata, completata in sole sette ore, ha dimostrato la sua capacità di affrontare le sfide rapidamente e con leggerezza, nonostante le difficili condizioni meteorologiche. Ha anche effettuato importanti ascensioni nelle Dolomiti di Brenta e in altre zone delle Ande.
In passato, Tomas Franchini ha partecipato a progetti importanti, dalle Dolomiti di Brenta, le montagne che circondano la sua casa in Trentino, fino alle pareti dimenticate e inesplorate in tutto il mondo, come la Patagonia, le vette dell’India e della Cina.
La maggior parte degli Ottomila ha sempre preferito quelle inviolate. Come nel 2019, quando ha scalato in solitaria la parete Est del monte Lamo She in Cina (6070 metri), che era ancora inviolata. Come nel 2017, quando ha raggiunto la vetta del Monte Edgar (6618 m, Himalaya cinese), aprendo in solitaria una nuova via sull’inviolata parete ovest. Poi c’è la straordinaria parete ovest del Monte Edgar (6618 metri, Himalaya cinese), che gli ha guadagnato la nomina al Piolet d’Or, l’Oscar dell’alpinismo.
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