MILAN, ITALY - JULY 01: Piero Ricca of the movement "Popolo Viola" speaks during the national protest against the Wiretap Law on July 1, 2010 in Milan, Italy. Critics of the law are claiming that Italian Prime Minister Silvio Berlusconi will seek to restrict press freedom and limit the media and law enforcement to investigate organized crime, while supporters are arguing that wiretaps are too widely used. (Photo by Marco Secchi/Getty Images
Piero Ricca, giornalista noto per critiche al potere, oggi mantiene un profilo più basso, ma resta il simbolo del giornalismo indipendente.
Piero Ricca, blogger, giornalista freelance e figura iconica del panorama mediatico italiano degli anni Duemila, ha lasciato un’impronta indelebile con il suo approccio provocatorio e diretto al giornalismo veicolato dal web – in pieno antiberlusconismo.
Conosciuto per il suo impegno critico nei confronti delle istituzioni, delle figure di potere e dei meccanismi poco trasparenti della politica italiana, Ricca è stato un protagonista attivo della scena pubblica, soprattutto durante il secondo governo Berlusconi.
Nato a Verbania il 22 luglio 1971, Piero Ricca ha costruito la sua reputazione come voce fuori dal coro. Figlio di un avvocato ed ex magistrato, Ricca si è distinto per il suo coraggio nell’affrontare i potenti senza filtri (e con un’ottima dose di faccia tosta).
Il momento che lo ha reso celebre risale al 5 maggio 2003, quando, fuori da un’aula di tribunale, rivolse accuse dirette a Silvio Berlusconi, con un “Fatti processare buffone rispetta la legge” che divenne emblematico del sentimento di tutta l’Italia non berlusconiana.
La sua attività di contestazione non si è fermata a quel singolo episodio. Ricca ha usato il suo blog e il supporto di strumenti digitali per diffondere video-interviste e denunce mirate contro figure politiche, giornalisti e imprenditori di spicco. Questa sua inclinazione lo ha portato a subire diversi procedimenti legali, tra cui una querela per ingiuria da parte di Berlusconi, dalla quale è stato assolto in Cassazione, proprio per la succitata vicenda.
Ricca non è stato solo un contestatore, ma anche un promotore di partecipazione politica e civica. Ha fondato l’associazione culturale Qui Milano Libera, nata con l’intento di sensibilizzare l’opinione pubblica e organizzare eventi che stimolassero il pensiero critico.
Parallelamente, ha collaborato con Beppe Grillo in video-interviste e iniziative che anticipavano i temi poi portati avanti dal Movimento 5 Stelle (il suo allontanamento dalla scena pubblica, poi, è andata di pari passo con l’istituzionalizzazione del Movimento).
Negli ultimi anni, la presenza mediatica di Ricca si è attenuata, anche se non è mai scomparsa del tutto. Ha collaborato con il Fatto Quotidiano, dove ha continuato a scrivere articoli critici su temi politici e sociali, mantenendo il suo stile diretto e senza compromessi.
Tuttavia, non sono molte le informazioni disponibili sui suoi progetti più recenti. Ricca ha mantenuto un profilo più basso rispetto agli anni in cui era costantemente al centro del dibattito pubblico. La sua attività sembra essersi spostata più verso un impegno locale e culturale, piuttosto che nazionale.
La figura di Piero Ricca resta quella di un simbolo per chiunque voglia sfidare il potere e denunciare le storture della società, con uno stile decisamente peculiare (precursore dell’approccio vaffa del grillismo, se vogliamo). Anche se oggi il suo nome non è più al centro delle cronache come un tempo, il suo lavoro ha contribuito a ispirare una generazione di attivisti che voleva aprire i luoghi di potere come delle scatole di tonno (sebbene poi vi si trovarono intrappolati).
La sua capacità di affrontare direttamente figure influenti, senza timore delle conseguenze, ha rappresentato un unicum nel panorama mediatico italiano. Mentre molti si chiedono se tornerà sotto i riflettori o se continuerà a lavorare dietro le quinte, la sua eredità resta viva nel ricordo di chi lo ha seguito (e a vedere i suoi video viene quasi nostalgia di quel tempo andato, quando Berlusconi – da sinistra – sembrava il male assoluto: nessuno sapeva cosa sarebbe giunto poi).
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